Crisi Omsa. Presidio davanti al negozio Golden Point a Ravenna

Crisi Omsa. Presidio davanti al negozio Golden Point a Ravenna

Crisi Omsa. Presidio davanti al negozio Golden Point a Ravenna

RAVENNA - Sabato, dalle 16 alle 18, di fronte al negozio Golden Point di via Cavour a Ravenna ci sarà un presidio delle lavoratrici e dei lavoratori dell'Omsa, affiancati dalle categorie di riferimento, per la distribuzione di volantini con lo scopo di invitare la cittadinanza al boicottaggio di tutti i prodotti del gruppo Omsa. Si tratta della seconda iniziativa di boicottaggio predisposta dai sindacati e dalle lavoratrici dopo l'analogo appuntamento che si è tenuto sabato scorso, a Faenza, davanti allo stabilimento di via Pana.

 

Tali iniziative sono state decise in seguito all'incontro, definito dai sindacati "assolutamente deludente" al ministero dello Sviluppo Economico, "dove tutte le richieste sindacali sono state disattese e dove si è manifestata nella sua pienezza tutta l'intransigenza e arroganza aziendale, siamo a manifestare tutte le nostre preoccupazioni in merito alla vertenza rispetto all'affidabilità aziendale verso gli impegni sottoscritti, in particolare rispetto alla riconversione industriale".

 

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Nel corso dell'iniziativa di sabato verranno distribuiti volantini informativi/dissuasivi alla clientela di tutti i marchi Golden Lady - Omsa. "Lo scopo - spiegano i sindacati - è richiamare l'azienda alle sue responsabilità fermando lo smantellamento del sito produttivo e sensibilizzare tutti cittadini istituzioni sul comportamento dei vertici della Golden Lady che mettono in discussione le relazioni sindacali e tramite il percorso delocalizzazione forzato stanno portando lo stabilimento alla definitiva chiusura e abbandono del territorio. Questo non deve accadere, l'azienda non può disimpegnarsi, Golden lady e la famiglia Grassi hanno la responsabilità del futuro delle lavoratrici, non è sufficiente e tollerabile che gli impegni si concludano con la conferma del secondo anno di ammortizzatori sociali.Serve un impegno concreto verso un serio percorso di riconversione industriale dello stabilimento che come sottoscritto in tutti gli accordi deve essere una priorità per tutti".

Commenti (1)

  • Avatar anonimo di L'uomo qualunque
    L'uomo qualunque

    Sarebbe un dovere di ogni lavoratore e di ogni buon italiano non acquistare mai più questi prodotti, lasciando alla popolazione serba il piacere di comprare quanto fabbricato da questi imprenditori, così veloci a fuggire dal nostro paese, anche dove non c'era alcuna crisi produttiva.

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