Crisi, Vasco Errani: "Sì ad accordo per ammortizzatori in deroga"

Crisi, Vasco Errani: "Sì ad accordo per ammortizzatori in deroga"

BOLOGNA - Il presidente della Regione Vasco Errani ha commentato i dati di Unioncamere e le dichiarazioni del presidente di Confindustria regionale Anna Maria Artoni e del segretario della CGIL regionale Danilo Barbi: 

 

"Abbiamo più volte sottolineato - afferma il Presidente -  come la crisi sia una crisi tanto seria da non poter essere sottovalutata in alcuna dimensione a partire da quella sociale, come mostrano i dati diffusi oggi dall'Unioncamere regionale".  Da questo punto di vista la cabina di regia attivata già da qualche mese in Regione, ha messo a punto tre obiettivi fondamentali, sostiene Errani.

 

"In primo luogo evitare e contrastare i licenziamenti e salvaguardare di fronte alla crisi la base produttiva - evidenzia il governatore -; affrontare conseguentemente la questione sociale che si apre prima di tutto sul tema delle durata della cassa integrazione e del lavoro precario e discontinuo ed infine  continuare le politiche strategiche di investimento su ricerca e innovazione, internazionalizzazione, sapere, oltre al sostegno al credito".


"Su questi punti di fondo la cabina di regia regionale ha trovato una convergenza forte e su questa base condivido le sollecitazioni della presidente di Confindustria Emilia-Romagna Anna Maria Artoni e del segretario della CGIL regionale Danilo Barbi per stringere un accordo sulla gestione degli ammortizzatori in deroga".

 

Mercoledì a Roma ci sarà "un incontro tecnico tra Regione Emilia-Romagna  e Governo  sugli ammortizzatori in deroga per stringere un accordo", annuncia Errani. Inoltre, "la prossima settimana faremo una cabina di regia regionale per stabilire puntualmente la qualità e la gestione dell'accordo".

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"Detto questo  - conclude Errani - anch'io continuo  a pensare, e l'ho ribadito più volte, che ci sia un tema nazionale non risolto. Mi riferisco a quei lavoratori parasubordinati, sia del settore pubblico che privato, e a quei lavoratori discontinui che non hanno raggiunto le 52 settimane di lavoro nell'arco degli ultimi due anni, che allo stato attuale non hanno ancora alcuna copertura. Su questo il governo non può non dare una risposta concreta".

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