Crisi, 'mazzata' per turismo e commercio: ma le imprese reagiscono

Crisi, 'mazzata' per turismo e commercio: ma le imprese reagiscono

Crisi, 'mazzata' per turismo e commercio: ma le imprese reagiscono

Soffrono i settori del commercio e del turismo in Emilia-Romagna. Sotto i colpi della crisi questi due importanti comparti economici della regione sembrano subire più di altri i contraccolpi della congiuntura negativa, ma non si rassegnano: sette aziende su dieci hanno messo in campo "azioni di contenimento" e, in generale, nove su dieci prevedono "un futuro di stabilita' della propria attivita'". E' quanto emerge da un'indagine realizzata da Swg per conto di Confesercenti Emilia-Romagna.

 

Lo studio è stato presentato in occasione dell'assemblea annuale dell'associazione di categoria. Il sondaggio e' stato condotto, nella parte centrale di novembre, con interviste ad un campione di 170 soci delle 11 federazioni territoriali di Confesercenti Emilia-Romagna operanti nei settori commercio, pubblici esercizi e turismo.

 

Negli ultimi 12 mesi, la maggioranza delle imprese intervistate (53,7%) ravvisa un "peggioramento" della situazione economica aziendale, mentre solo l'8,8% registra un "miglioramento" della propria situazione. Guardando ai prossimi 12 mesi, il 20,6% degli intervistati ritiene che la "situazione peggiorera' ulteriormente", a fronte di un 43,7% che pensa "non ci saranno modifiche sostanziali", mentre un 28,7% ritiene che "la situazione migliorera'".

 

Per quanto riguarda i conti aziendali, la meta' degli intervistati prevede di registrare una "diminuzione" del fatturato nel 2009 rispetto al 2008 mediamente del 10%, ma un quarto delle imprese prevede che questo calo superera' il 20%. La diminuzione del fatturato si accompagnera' all'aumento dei costi di gestione che, rispetto al 2008, si incrementeranno per il 56% delle imprese. Tutto questo avra' un impatto sugli utili delle aziende, previsti in diminuzione per il 68%, stabili per il 30% e in aumento solo per il 2%.

 

La crisi economica viene vissuta dalla maggioranza degli intervistati (52%) come una "minaccia presente". Solo il 10% la archivia come un "pericolo superato", mentre il 33% teme "conseguenze future anche peggiori rispetto a quelle passate". Finora la crisi, precisa Confesercenti, ha colpito il 59% degli imprenditori intervistati. L'impatto si e' manifestato principalmente sulla domanda, diminuita per il 44% degli intervistati. Emergono, inoltre, effetti legati alla maggiore difficolta' a sostenere i costi aziendali (15%), a pianificare l'attivita' (11%) e ad accedere al credito (9%), ma uno su 10 segnala anche un aumento della concorrenza. La contrazione della domanda e' legata principalmente a due fattori: una diminuzione della quantita' e della frequenza d'acquisto (39%) e la riduzione di alcuni consumi non indispensabili (31%).

 

Gli imprenditori ravvisano, inoltre, un atteggiamento di adattamento alla crisi dei propri clienti, che tendono a cercare maggiormente le promozioni e offerte vantaggiose o prodotti con minor qualita' purche' piu' convenienti. Di fronte alla crisi, pero', i commercianti e gli operatori turistici emiliano-romagnoli non restano inermi: il 70% ha gia' messo in campo azioni di contenimento e un ulteriore 6% sta progettando iniziative tese a ridurre l'impatto della congiuntura. Le iniziative principali riguardano il miglioramento dell'offerta, con diverse strategie: c'e' chi persegue un aumento della qualita' con mantenimento del livello dei prezzi, chi preferisce abbassarli mantenendo inalterato il livello della qualita', infine c'e' chi investe in attivita' di marketing e promozione.

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