Cultura, allarme dei soprintendenti: "patrimonio archeologico a rischio"

Cultura, allarme dei soprintendenti: "patrimonio archeologico a rischio"

Cultura, allarme dei soprintendenti: "patrimonio archeologico a rischio"

Le recenti disposizioni della finanziaria, che negano al personale dei ministeri la possibilità di recarsi a svolgere i propri compiti ispettivi con la propria auto, rischiano di recare grossi problemi alla tutela del ricchissimo patrimonio archeologico italiano, spesso situato in località non raggiungibili con i mezzi pubblici e con necessità di immediata salvaguardia dagli scavi clandestini o da attività edilizie incontrollate. Anche l'Emilia-Romagna ha aderito all'appello lanciato di Soprintendenti Archeologi.

 

In una lettera inviata alle massime autorità culturali del paese, i soprintendenti mettono in evidenza tutte le criticità vissute dal settore. E lo fanno ricordando che il lavoro delle soprintendenze consisten "non solo nella gestione dei musei e delle aree archeologiche e nella conduzione tecnica e scientifica dei lavori di scavo e restauro programmati dal Ministero, ma in primis nell'esercizio della tutela, che viene praticata tramite il controllo degli scavi svolti da terzi, in concessione, ma soprattutto in occasione della realizzazione di opere diverse (edili, infrastrutturali, di cava ecc...), che rischiano di interferire con contesti archeologici da salvaguardare".

 

Le recenti disposizioni che escludono l'utilizzo del mezzo proprio da parte del personale del Ministero, sostegnon i soprintendenti, "causeranno di fatto enormi difficoltà nella tutela del patrimonio archeologico nazionale, fino a renderla di fatto impossibile".

 

Dunque se non si riusciranno a correggere i provvedimenti assunti, "i soprintendenti per i beni archeologici comunicano che non sarà possibile garantire un adeguato livello di tutela del patrimonio archeologico sparso sul territorio e ne declinano la responsabilità".

 

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