Cultura, il 30 ottobre prende il via la quinta edizione di "Colla+Eral"

Cultura, il 30 ottobre prende il via la quinta edizione di "Colla+Eral"

Cultura, il 30 ottobre prende il via la quinta edizione di "Colla+Eral"

Sei appuntamenti disseminati - in perfetto equilibrio tra realtà urbane e periferiche, tra circoli e altri spazi - in tutto il territorio regionale: è COLLA+ERAL, festival ideato e promosso dal Comitato Arci dell'Emilia-Romagna attraverso il circuito di circoli giovanili Passpartout (che riunisce oltre 90 realtà in 10 province della regione), realizzato con il patrocinio e il sostegno dell'Assessorato alla Cultura della Regione Emilia-Romagna. Appuntamenti anche a Cesena, Forlì e Faenza.

 

I luoghi coinvolti sono Spazio Sì di Bologna, Bainait di Montecchio Emilia (Re), Mattatoyo di Carpi (Mo), Circolo Valverde di Forlì, Magazzino Parallelo di Cesena e Auditorium Sant'Umiltà di Faenza.

 

COLLA+ERAL nasce dalla volontà di evidenziare e valorizzare una delle tendenze più radicate della scena musicale contemporanea, vale a dire il proliferare di collaborazioni tra artisti anche apparentemente distanti per storia, poetica e scelte espressive. Con COLLA+ERAL l'Arci sperimenta tra le altre cose un diverso rapporto tra "committente" e artista, dando a quest'ultimo "carta bianca" e facendogli vestire direttamente i panni dell'organizzatore. La conferma anche per l'edizione 2010 della direzione artistica affidata a Emidio Clementi e Stefano Pilia dei Massimo Volume va esattamente in questa direzione.

 

Se l'edizione 2009 aveva affrontato la contaminazione tra musica e letteratura, quella del 2010 sarà incentrata sul rapporto tra musica e immagine nella sua accezione più ampia: dall'esclusivo incontro tra Oren Ambarchi e Roberto Nanni, entrambi esponenti di spicco delle avanguardie sperimentali, alla suggestiva contaminazione tra musica e fumetto proposta da Andrea Bruno con Bologna Violenta. Altrove, come nel caso di Massimo Pupillo e del connubio Homemovies/Dominique Vaccaro, la musica interagisce con repertori d'archivio, pubblico e privato.

 

Come sempre nella storia del Festival, anche quest'anno gli artisti si sono messi al servizio del progetto. Un modo per riflettere, in tempi di crisi delle modalità della produzione artistica, su nuove forme di collaborazione tra i diversi soggetti, portatori di desideri e risorse per animare e far evolvere l'offerta culturale.

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