Da Forlì la spinta verso il Partito democratico

Da Forlì la spinta verso il Partito democratico

FORLI’ – Oltre duemila persone in tutta la provincia di Forlì-Cesena hanno partecipato ieri sera (lunedì) ai forum sul Partito democratico, organizzati in contemporanea in tutti i trenta comuni del territorio provinciale. A Forlì l’evento che ha registrato la maggior partecipazione, con oltre 600 persone che hanno gremito la sala congressi della Fiera e dato vita ad un acceso dibattito. Tanta curiosità e tanta voglia di cambiamento sono usciti dalla convention forlivese, ma anche il timore che il nuovo soggetto politico non sia fino in fondo lo strumento giusto per vincere le sfide del futuro.


Tuttavia questa dei forum per il Partito democratico “è una esperienza che ci servirà da esempio e che riproporremo anche in altri territori”, ha sottolineato Piero Fassino nel suo videomessaggio registrato appositamente per i forum forlivesi-cesenati. Intervento video anche per Romano Prodi, il quale ha sottolineato l’importanza “di realizzare un grande partito democratico di cui c’è bisogno in Italia e sulla scena internazionale”.


La serata presieduta da Graziano Mingozzi (Coordinatore comuale della Margherita), poi sostituito dal sindaco Nadia Masini (giunta in ritardo per effetto del protrarsi del Consiglio Comunale), è stata impreziosita dalla presenza dell’assessore regionale all’Istruzione, Paola Manzini, e dal deputato cesenate Sandro Gozi, uno degli uomini più vicini al premier Romano Prodi.

Francesca Giordani, Coordinatrice delle Donne Ds di Forlì, ha aperto gli interventi del pubblico ponendo l’accento soprattutto sulla necessità di impegnarsi maggiormente sull’uguaglianza delle opportunità tra uomini e donne.


Lorenzo Ciappetti, ricercatore ed esperto di politiche e dinamiche economiche, ha rivolto un appello ai promotori del nuovo partito affinchè si possa registrare un impegno più deciso sul fronte della redistribuzione della ricchezza e sull’attenzione al tema dello sviluppo della ricerca.


Per Giorgio Rusticali, figlio dell’ex sindaco di Forlì, Franco Rusticali, quella del Partito democratico è “una occasione imperdibile per porre fine alla politica intesa con le vecchie logiche dei vecchi partiti ed aprire invece una fase nuova, sia in ambito nazionale che locale”. Rusticali ha poi invitato la classe dirigente a “continuare sulla strada delle primarie per la scelta dei candidati”.


Barabara Longiardi (responsabile di Cna Impresa Donna Forlì-Cesena) ha invocato una maggior attenzione nei confronti delle piccole imprese. Una attenzione “che deve concretizzarsi in azioni concrete” e non restare un prontuario di buone intenzioni. Longiardi ha puntato il dito contro Hera e contro il monopolio dell’azienda pubblica nel settore dei servizi pubblici. “E’ fondamentale aprire questo mercato perché non è più sostenibile l’attuale situazione in cui proprietari, gestori e controllori fanno capo sempre agli stessi enti pubblici”.


Un invito a liberalizzare il settore dei servizi, monopolizzato a livello locale dalla multiutily Hera spa, è arrivato anche dalla giovane Simona Zuccherelli (dell’Associazione Forlì-Romagna), che poi ha invocato una vera inversione di tendenza nel nuovo partito. “Occorre un vero rinnovamento etico della politica perché solo così potremmo combattere l’allontanamento di giovani e militanti”. Dunque occorre ridare fiducia ai cittadini, anche attraverso “nomine in enti e aziende pubbliche basate sulla professionalità e l’esperienza delle persone e non sull’appartenenza politica”.


Mentre il consigliere comunale Ds, Massimo Montanari, ha ribadito l’invito a “far sì che il nuovo partito non sia un modo per conservare antiche posizioni di potere”, anche proposto di “dedicare una sezione o un circolo del nuovo partito a Robert Kennedy”.


Curiosità e scalpore ha destato, invece, l’intervento dell’assessore provinciale all’Ambiente, Roberto Riguzzi, che fino a qualche settimane fa era un autorevole esponente dei Verdi. “Il nuovo partito democratico dovrà porre grande attenzione nei confronti delle problematiche ambientali. Su queste scelte serve soprattutto buon senso, e non grida ed estremismi”.


Ferruccio Ferrucci, esponente della sinistra Ds, ha rivelato più di una perplessità sul nuovo partito. “Non c’è il rischio che questo soggetto diventi uno strumento di continuità con il passato? Personalmente sento odore di opportunismo…”. Più di un dubbio lo ha manifestato anche Carlo Giunchi, che ha rivelato di faticare a “riconoscermi sempre nello stesso partito”.


La missione del Partito democratico sarà quella di “dare risposte nuove ed adeguate alle mutate esigenze della nostra società”, secondo il segretario della Federazione Ds di Forlì, Marcello Rosetti. Il quale ha annunciato che il nuovo soggetto “dovrà puntare primariamente sul coinvolgimento di tutti i cittadini e delle associazioni nelle scelte più importanti e nella determinazione dei candidati”.


Entusiasmo nei confronti del Partito democratico arriva anche dal mondo delle Acli, che attraverso il responsabile provinciale Raoul Mosconi chiedono di “uscire da questa eterna fase di transizione della politica italiana”. E anche in ambito locale per Mosconi “il Partito democratico dovrà lavorare affinchè le acque del nostro lago possano finalmente muoversi”.


Tra i temi principali dell’agenda politica del nuovo partito dovrà esserci anche quello della scuola e dell’Università, secondo Roberto Borroni; mentre Stefania Collini si pone il problema dei giovani: “Come possiamo riavvicinare i ragazzi e le ragazze alla politica?”.

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Ed è proprio ai giovani che si è rivolto l’accorato intervento di Pierantonio Zavatti, uno dei più incisivi di tutta la serata forlivese. Zavatti ha invitato la politica ad aprirsi alle giovani generazioni, a coinvolgerle e a renderle partecipe di questo delicato momento di passaggio nella storia politica del paese. “Spesso quando si parla di giovani, però, ci si riferisce a donne e uomini di 35-40 anni: in realtà è sui 20enni e sui 30enni che dobbiamo concentrare i nostri sforzi”.

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