Da Ravenna la proposta: "Romagna candidata a capitale della cultura nel 2019"

Da Ravenna la proposta: "Romagna candidata a capitale della cultura nel 2019"

Da Ravenna la proposta: "Romagna candidata a capitale della cultura nel 2019"

Tutta la Romagna candidata a capitale della cultura del 2019. Il ruolo di capofila di Ravenna e' fuor di dubbio, ma il capoluogo bizantino per farcela ha bisogno di tutto il ‘sistema Romagna': anzi, sarà necessario "costruire delle alleanze con le altre province romagnole". L'assessore alla cultura del Comune di Ravenna, Alberto Cassani, lancia così l'ipotesi di "candidare tutta la Romagna" per la designazione a capitale europea della Cultura tra dieci anni.

 

Un progetto ad ampio respiro, ma non troppo visto che la designazione ufficiale avverrà nel 2014. La scelta e' quasi obbligata, perche' "mi aspetto- dice Cassani- che si candidino bacini territoriali molto ampi, come Napoli o Bari". E fra le realta' piu' piccole gia' scese in campo ce n'e' qualcuna sta gia' giocandosi saggiamente le sue carte, come Matera e Terni. Se poi decideranno di partecipare alla gara anche Venezia o Verona, "il gioco si fa interessante- osserva- ma anche molto duro".

 

Di qui ai prossimi due anni, dunque, andra' definito "il quadro della alleanze" che possa spingere Ravenna verso le designazione nel 2014. Poi si dovra' costruire il comitato promotore, presieduto da Sergio Zavoli, e delineare un programma.

 

Non basta "essere una straordinaria citta' d'arte, avere dei bei monumenti o semplicemente produrre buona cultura- continua Cassani- bisogna pensare a iniziative culturali capaci di incidere sul profilo della citta'". Ma servono anche cambiamenti sotto il profilo economico e urbanistico, e "gli imprenditori devono sentirsi coinvolti in prima persona". Come il resto della citta': "Spero si segua l'esempio di Lille", che fu capitale della cultura nel 2004: su 200 mila abitanti, c'erano 20 mila volontari. Non dovremo essere da meno".

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Commenti (3)

  • Avatar anonimo di Roberto S
    Roberto S

    Da tempo sostengo che se il porto di Ravenna e i due aeroporti romagnoli lavorassero assieme per sfruttare le straordinarie potenzialità che il nostro territorio offre (sia naturale che artistico) avremmo le carte in regola per essere un motore fondamentale per l'economia regionale e nazionale. Sembra di essere fermi al medioevo all'epoca dei Comuni e delle Signorie dove le mura del campanilismo vengono erette sempre più alte. Rimini, Ravenna, Forli, Cesena ed Imola possono essere una opportunità di sviluppo e una occasione per abbandonare un provincialismo che al giorno d'oggi è sciocco e presuntuoso e che inevitabilmente porterà al declino economico della nostra terra. Non si tratta di avere una regione Romagna, ma una concreta collaborazione e cooperazione della nostra realtà senza che nessun protagonista si erga a capitale designata! Umiltè ma bsogna pinsè in grand e lavurè a testa basa tot i dé! Svejia Burdel!

  • Avatar anonimo di Luca
    Luca

    I partiti e i candidati invece di pensare a farsi la guerra dovrebbero pensare a queste cose. e mi chiedo perchè Ravenna dia sempre l'impressione di essere più avanti delle altre città

  • Avatar anonimo di Giorgio Zanniboni
    Giorgio Zanniboni

    Mi pare un'ottima idea, la Romagna unita ha più possibilità di successo e il patrimonio culturale complessivo è rilevante. Si mettano subito in moto gli Enti locali, le Fondazioni bancarie e le istituzioni preposte ai beni storico-artistici. E si chieda il sostegno della Regione.

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