Dal telefonino di Sarah Scazzi squilli dopo l'omicidio?

Dal telefonino di Sarah Scazzi squilli dopo l'omicidio?

Dal telefonino di Sarah Scazzi squilli dopo l'omicidio?

AVETRANA (Taranto) - E' il telefonino di Sarah Scazzi al centro delle indagini sull'omicidio della quindicenne. Si svolgeranno lunedì presso il Reparto investigazioni scientifiche (Ris) di Roma accertamenti tecnici irripetibili sul cellulare e la batteria della vittima, sulla "Seat Marbella" di Michele Misseri nel cui bagagliaio sarebbe stato trasportato il cadavere per nasconderlo in campagna e su altri reperti prelevati dai carabinieri nel corso dell'indagine.

 

Sul telefonino di Sarah sono state trovate tre impronte digitali. Escluse quelle dello zio Michele, che l'ha raccolto nel garage e nascosto dell'auto, gli inquirenti vogliono appurare chi l'avesse toccato. In una dichiarazione Sabrina Misseri, figlia dell'agricoltore di 57 anni, in carcere con l'accusa di omicidio e sequestro di persona in concorso col padre (reo confesso), aveva affermato che era stato toccato da più persone. Impronte sono state trovate anche sulla batteria.

 

Ma c'è di più. Secondo gli investigatori Sabrina avrebbe fatto delle chiamate senza risposta (non verificabili dai tabulati telefonici in quanto senza traffico) anche nei giorni successivi alla morte di Sarah per depistare le indagini. E c'è anche il giallo della carta sim. Sabrina, davanti ai pm, ha spiegato che il 26 agosto, quando è stata uccisa Sarah, il padre l'ha voluta far scendere nella cantina della villetta di via Deledda (dove è stata strangolata la 15enne) per cercare la schedina del telefonino.

 

La sera però Michele le disse: "‘Guarda io ho visto una sim per terra...', ha detto lui, non si capiva. Io gli dissi: ‘Vabbè, se ce l´hai dammela che la diamo ai carabinieri'". Michele Misseri aveva affermato di averla poi trovata, ha detto Sabrina, "vicino la scuola guida e la Tavernetta, per strada". Alla domanda del magistrato se il padre le aveva chiesto di spazzare nella cantina per cercare la sim, la ventiduenne ha risposto in modo affermativo.

 

Il pm ha poi pressato la ragazza: "Scusi, e lei non si è posta il problema: Che ci ha fatto Sarah per perdere una sim qui dentro? Perché è entrata in questo garage?". "No, lui ha detto... in poche parole aveva trovato questa sim, l´ha messa nel fazzoletto...", ha replicato Sabrina.

 

Alla domanda del magistrato se il padre le ha aveva detto che quella poteva essere la sim di Sarah, Sabrina ha risposto di sì. Ma perché non informare i Carabinieri di questo fatto? "Non mi è sembrata una cosa importantissima in quanto alla fine non ho mai dubitato di mio padre - ha affermato la ragazza, aggiungendo -. Che dovevo andare a fare? Se non c'era la prova della sim".

Commenti

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -