Danno erariale all'Ausl. I condannati: "Faremo appello"

Danno erariale all'Ausl. I condannati: "Faremo appello"

FORLI' - "Sono molto amareggiato: la corte non ha evidentemente preso in considerazione le mie motivazioni: io non mi occupavo di quelle prestazioni": Carlo Adamczyk reagisce così alla notizia della condanna, da parte della Corte dei Conti, nella vicenda delle prestazioni fornite all'esterno dall'Ausl alle due strutture sanitarie accreditate forlivesi 'Villa Serena' e 'Villa Igea'. All'epoca dei fatti, nel 2002-2003 Adamczyk era il direttore amministrativo del distretto sanitario.

 

ora è sindaco di area centrista nell'amministrazione di centro-destra del piccolo Comune di Dovadola. Continua il sindaco: "Mi riservo di leggere la sentenza, che non ho visto, spero che in appello sarà rivista perché è una sconfitta per me: ho lavorato per 28 anni in piena coscienza e nel rispetto della legge, senza alcuna intenzione di procurare alcun danno alla pubblica amministrazione". Se la sentenza fosse esecutiva Adamczyk sarebbe chiamato a pagare una quota di 150 mila euro suddivisa tra quattro condannati, cioé circa 37 mila euro. "Non ho assolutamente quella cifra e non saprei come fare per pagare, per me sarebbe la fine", conclude Adamczyk.

 

Se c'è da pagare qualcosa "risponderò per la firma che ho fatto e non per quelle fatte da altri": Lino Nardozzi, direttore generale dell'Ausl di Forlì fino al 2001 ci tiene a circoscrivere il campo della sua responsabilità. Nardozzi, precisa: "Per quanto riguarda la mia posizione e quella di Francesco Soldati (all'epoca suo 'braccio destro' come direttore amministrativo, ndr), noi abbiamo firmato una delibera che impegna 30 mila euro, se devo pagare risponderò per quello che ho firmato e non per altro, nella mia vita professionale ho maneggiato decine di miliardi di lire".

 

In ogni caso, continua Nardozzi, "faremo appello". Tanto che l'ex direttore generale si dice "ottimista" e "tranquillo" sia sull'esito del processo di secondo grado, sia per "l'arrivo della prescrizione".

 

"Sono tranquillo come lo ero prima di questa sentenza, esistono sentenze di primo grado e di secondo grado e noi faremo ricorso in appello". Parla anche Lucio Boattini l'unico, tra i sei, ad essere ancora in servizio per l'Ausl di Forli' e sempre come direttore del distretto. "Faremo ricorso in appello e sono fiducioso che ci sara' data ragione, solo ci vorra' del tempo perche' si tratta di un iter lungo". Insomma, Boattini non e' affatto preoccupato dalla sentenza, di cui dice di non avere

ancora letto le motivazioni. "Io e tutti i miei ex colleghi siamo assolutamente certi di aver agito in modo corretto" dice Boattini, respingendo categoricamente le accuse messe nero su bianco nella sentenza.

 

Per Boattini non e' cosi': "La normativa in materia sanitaria e' molto controversa- replica il direttore del distretto Ausl di Forli'- la Corte l'ha interpretata in questo modo, noi la pensiamo diversamente. Il rapporto di lavoro era tra l'Ausl e le due strutture e non toccava affatto i singoli medici".

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