E' allarme pirateria stradale: dall'inizio dell'anno 59 casi in Emilia Romagna

Nei primi 8 mesi del 2015 le piraterie gravi sono state 693, cioè 59 in più rispetto allo stesso periodo del 2014 + 9,3%, i morti 94, ben 17 in più, +22% rispetto ai 77 dei primi due quadrimestri del 2014, i feriti 797 in totale con 32 ingressi in più in ospedale rispetto ai 765 del 2014

Ben 113 episodi pirateria stradale nel solo mese d'agosto, con 23 morti e 110 feriti. E' quanto emerge dallo studio effettuato dall'Osservatorio il Centauro dell'Asaps, l'associazione sostenitori amici polizia stradale. "Numeri da brivido, mai visti prima - evidenzia il presidente dell'Asaps, Giordano Biserni -. Si pensi che ad agosto si sono contate quasi il 25% delle vittime mortali delle piraterie di tutti i primi 8 mesi del 2015. Nell’agosto 2014 gli episodi furono 78 con 8 morti (triplicati nell’agosto 2015) e 90 feriti. Nei tre mesi estivi di giugno, luglio e agosto  l’Osservatorio ha registrato 281 piraterie gravi con 42 morti e 305 feriti".

"Nei primi 8 mesi del 2015 le piraterie gravi sono state 693, cioè 59 in più rispetto allo stesso periodo del 2014 + 9,3%, i morti 94, ben 17 in più, +22% rispetto ai 77 dei primi due quadrimestri del 2014, i feriti 797 in totale con 32 ingressi in più in ospedale rispetto ai 765 del 2014 (+4,2%) - continua Biserni -. Con agosto, per le sole piraterie mortali del 2015,  la positività ad alcol e droga schizza al 28%  (torna ad avvicinarsi alla soglia del 30%) e parliamo solo dei fuggitivi  identificati e a cui è stato possibile effettuare la verifica con etilometro o narcotest quasi subito dopo il delitto. E’ ovvio che una verifica immediata anche per tutti gli altri avrebbe fatto schizzare la soglia su percentuali almeno intorno al 50%. Ma la maggioranza dei pirati non l’ha fatta franca. Il dato generale ci dice che il 58,4% dei pirati viene poi identificato. Ma l’aspetto ancora più positivo è che  nelle sole  piraterie mortali  gli identificati schizzano al 74,7%  dei fuggiaschi, cioè  3 pirati su 4 sono stato denunciati o arrestati. Un ottimo risultato delle forze di polizia".

"Il 26% dei pirati identificati erano stranieri (22% nelle piraterie mortali), ma sono stranieri anche il 10% delle vittime della pirateria - prosegue il presidente dell'Asaps -. Fra le vittime della pirateria stradale ovviamente al primo posto ci sono i pedoni con 49 morti, seguiti dai ciclisti con 11, le due categorie da sole fanno segnare il 64% delle vittime mortali. Fra le regioni il primato spetta ancora alla Lombardia con 117 episodi significativi, seguono il Lazio con 73 (30 piraterie gravi nella sola Roma), il Veneto con 70, la Toscana con 65, l’Emilia Romagna con 59, fra le regioni meridionali la Campania con 53 eventi, la Sicilia con 44, la Puglia con 35".

Il fenomeno secondo l’Asaps, già grave, "sta andando fuori controllo. In Italia la fuga - ormai tanti lo hanno capito -  specie se si è ubriachi o drogati, di fatto “conviene” perché a distanza di ore o giorni l’accertamento delle condizioni psico-fisiche causa ebbrezza o assunzione di sostanze diventa di fatto inutile. Le successive condanne, lo vedono tutti e non stiamo a ripeterci,  sono risibili". Per questo Asaps, con le Associazioni Lorenzo Guarnieri e Gabriele Borgogni, "si domanda quanto debba durare ancora questa latitanza legislativa della politica sull’Omicidio stradale provvedimento che se aggiustato nelle sue previsioni di pena e con la revoca della patente da 15 fino a 30 anni potrebbe essere una prima risposata alla “impunità sostanziale” dei pirati della strada in questo Paese. Ormai è una questione morale".

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