Ddl contro violenza alle donne, un grande passo avanti

Ddl contro violenza alle donne, un grande passo avanti

FORLI' - Il Consiglio dei Ministri, nella seduta del 22 dicembre, a pochi giorni dal Natale, ha fatto un grande regalo alle donne e a tutti i cittadini di questo Paese approvando un importante disegno contro la violenza sulle donne; un disegno di legge di vitale importanza dal momento che riguarda la libertà, la sicurezza, i diritti umani.


L’elaborazione del disegno di legge è stata una giusta risposta ad un problema divenuto purtroppo prioritario che non poteva attendere ulteriormente.


2 sono gli assi sui quali si articola il decreto: quello della prevenzione, costruendo un tipo di educazione ed una strategia di comunicazione tendenti a creare rispetto per l’immagine della donna da una parte e l’inasprimento delle pene per chi commette questi reati dall’altra.


Sono 8 i punti sui quali si snoda il provvedimento.

Si introduce, per la prima volta, una norma che proibisce l’utilizzo discriminatorio dell’immagine della donna, vietando l’ utilizzo di riferimenti all’orientamento sessuale o alla identità di genere a fini pubblicitari.


Viene attivato un monitoraggio costante del fenomeno della violenza e dei maltrattamenti anche attraverso l’istituzione di un registro presso il Dipartimento per i diritti e le Pari Opportunità nel quale vengono elencati i Centri antiviolenza esistenti sul territorio.

Negli aspetti repressivi viene eliminata la possibilità, da parte del Giudice nella determinazione della pena, che le circostanze attenuanti siano considerate prevalenti o equivalenti rispetto alle circostanze aggravanti , oltre all’elevazione di un anno per il minimo della pena, provvedimento che consentirà agli inquirenti di avvalersi delle intercettazioni ambientali e telefoniche.


Una nuova figura di reato si è introdotta con il disegno di legge e cioè “gli atti persecutori”, quei comportamenti molesti o minacciosi che, turbando le normali condizioni di vita, pongono la vittima in grave stato di disagio fisico e psichico, di vera e propria soggezione, e che sono capaci di determinare un giustificato timore per la propria sicurezza e per quella di persone vicine alla vittima.


E’ prevista altresì la possibilità che gli Enti locali ed i Centri antiviolenza possano intervenire in giudizio. Questo disegno di legge che finalmente da voce a tutte le donne che hanno subito violenza vuole essere un grande strumento di libertà e difesa dei diritti e ci auguriamo che presto venga portato all’esame del Parlamento perché possa veramente essere una pietra miliare nel cammino della libertà, dei diritti di tutti i cittadini, un cammino di pari opportunità per tutti così come è stato dichiarato il 2007, anno europeo contro tutte le discriminazioni.

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Marianna Giove
Consigliere provinciale Ds Forlì-Cesena

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