Decisione del Tar: ''il docente di religione non può partecipare agli scrutini''

Decisione del Tar: ''il docente di religione non può partecipare agli scrutini''

Decisione del Tar: ''il docente di religione non può partecipare agli scrutini''

I docenti di religione cattolica non possono partecipare ''a pieno titolo'' agli scrutini e la frequenza al loro insegnamento non puo' influire sulla determinazione del credito scolastico. E' quanto ha stabilito il Tar del Lazio che ha accolto due ricorsi presentati da alcuni studenti, supportati da diverse associazioni laiche e confessioni religiose non cattoliche, che chiedevano l'annullamento delle ordinanze ministeriali firmate dall'ex ministro Giuseppe Fioroni.

 

Per i giudici amministrativi "l'attribuzione di un credito formativo ad una scelta di carattere religioso degli studenti e dei loro genitori, quale quella di avvalersi dell'insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche, dà luogo ad una precisa forma di discriminazione, dato che lo Stato italiano non assicura la possibilità per tutti i cittadini di conseguire un credito formativo nelle proprie confessioni o per chi dichiara di non professare alcuna religione, in Etica morale pubblica".

 

"Ssul piano giuridico - spiegano i giudici del Tar nella sentenza emessa il 18 luglio scorso - un insegnamento di carattere etico e religioso, strettamente attinente alla fede individuale, non può assolutamente essere oggetto di una valutazione sul piano del profitto scolastico".


Quindi, ha precisato ancora la sentenza, "lo Stato, dopo aver sancito il postulato costituzionale dell'assoluta, inviolabile libertà di coscienza nelle questioni religiose, di professione e di pratica di qualsiasi culto, non può conferire ad una determinata confessione una posizione dominante".

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