Delitto di Cogne, la Franzoni in lacrime: ''Siate giusti nel giudicare''

Delitto di Cogne, la Franzoni in lacrime: ''Siate giusti nel giudicare''

Torino - Poche parole, un appello ai giudici, tra le lacrime per ribadire ancora una volta che non ha ucciso Samuele. Anna Maria Franzoni accoglie l'invito del presidente della Corte, Romano Pettenati, che al termine della contro replica dell'avvocato difensore Paola Savio, ricorda ad Anna Maria che se vuole puo' dire qualcosa. "Volevo dire , spero che siate giusti nel giudicare. Non ho ucciso mio figlio-assicura- non gli ho fatto niente".

LA CONTROREPLICA DIFENSIVA - "Già nel mese di febbraio, poco dopo il delitto, era intenzione degli inquirenti restituire la casa, invece la famiglia ha chiesto di non farlo di cercare dappertutto per trovare anche la minima traccia che facesse scoprire chi aveva ucciso loro figlio. Hanno fatto di tutto perché venisse preservata la scena del delitto, invece se si vuole nascondere qualcosa si cerca di riaverla il più presto possibile la casa".

Dopo un ultimo deposito, quello delle osservazioni del professor Carlo Torre sul filmato presentato dall'accusa la scorsa udienza con una simulazione dell'omicidio e delle note di udienza preparate nell'ultima settimana dopo aver letto un libro sulla 'Bpa', l'avvocato Paola Savio, difensore di Anna Maria Franzoni ha iniziato così il suo intervento finale all'udienza di appello per il caso Cogne.

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"Non è scientificamente provato che l'assassino indossasse il pigiama, nè che occupasse la 'void area' sul piumone e dall'applicazione della tecnica della bpa (l'analisi sulle macchie di sangue) non puo' ricavarsi la prova che a uccidere sia stata la mamma". L'avvocato Savio si espressa così nella contro replica contesta l'utilizzo della 'blood pattern analysis' applicata all'omicidio del piccolo Samuele Lorenzi.

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