Dibattito sui giovani, Bartoletti: "Fate esperienze e riversatele sulla vostra terra"

Dibattito sui giovani, Bartoletti: "Fate esperienze e riversatele sulla vostra terra"

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FORLI' - Italia avara di opportunità per i giovani, tra mancanza di meritocrazia e cattivi esempi di ‘veline' e ‘tronisti'. E la Romagna? Segue il "declino" italiano o è una terra dove è possibile lavorare e ottenere successi? RomagnaOggi.it sull'argomento ha sentito oggi il parere del giornalista Marino Bartoletti: "Il mio consiglio ai giovani è di conseguire esperienze, anche altrove, ma di restituirle anche alla terra in cui si è nati".


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Continua il dibattito aperto dalla lettera aperta di Pierluigi Celli alla Repubblica, in cui il direttore dell'università privata ‘Luiss' consiglia provocatoriamente al figlio di cercar fortuna all'estero.  RomagnaOggi.it, in questo importante tema per il futuro delle nuove leve italiane, ha già sentito sindacalisti, docenti universitari, persone collegate al mondo dell'intrattenimento dei giovani. A portare la sua esperienza è, ora, il giornalista forlivese Marino Bartoletti, che ha raggiunto i massimi livelli del giornalismo sportivo in Italia.

"A vent'anni ho deciso che per quello che volevo fare, la mia città mi stava stretta - spiega Bartoletti -. Volevo sperimentarmi a livelli importanti e credo di aver fatto bene a farlo, a Forlì non avrei mai raggiunto questi risultati". Bartoletti ha fatto la scelta di lasciare la sua terra d'origine, ma non vede un problema generalizzato: "Per lavoro e lavoro, c'è posto e posto: la Romagna in certi settori è un habitat sufficiente per raggiungere un successo", continua Bartoletti.

 

Il giornalista forlivese non la vede "buia" per i giovani: "Ai miei tempi, per il mio campo, c'erano due o tre possibilità, oggi ci sono molte più opportunità. Ai giovani dico di guardarsi intorno, di non avere timore di esplorare queste potenzialità". E sul consiglio che dà Pierluigi Celli ai giovani, di espatriare per avere migliori fortune? "E' uno stimolo fatto in buona fede, quello di Celli. Lo leggo come un invito non negativo alla crescita, purché, aggiungo, i giovani riversino questa esperienza sulla loro terra". Conclude Bartoletti: "Lo stesso Pierluigi Celli, che è romagnolo, ha l'esempio di suo fratello, che è la dimostrazione che anche in Romagna si può fare impresa a livelli importanti, in questo caso nell'editoria".

 

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