Diego Fabbri, i Finiani: "Intervenire sulle strutture scolastiche"

Diego Fabbri, i Finiani: "Intervenire sulle strutture scolastiche"

FORLI' - "Ogni anno le persone morte in Italia per mano dell'amianto sono circa 4.000. Un dato, però, che è destinato a crescere, perché la malattia si presenta dopo più di 40 anni dall'inizio dell'esposizione, così che l'età media della diagnosi è quasi sempre fra i 60 e i 68 anni. Secondo calcoli del ministero dell'istruzione sono 2.400 le scuole minacciate dall'amianto in tutta Italia e il caso della scuola elementare 'Diego Fabbri' di via Giorgina Saffi chiusa a titolo precauzionale dopo un sopralluogo dei tecnici del Comune che ha rilevato la presenza di amianto superiore ai limiti consentiti, non è certamente isolato. Bisogna intervenire".

 

La riflessione è di Elisa Petroni, coordinatrice del circolo provinciale di Generazione Italia "Democrazia e legalità" di Forlì-Cesena. Che fare dunque? Il problema potrebbe riguardare altri istituti scolastici del nostro territorio. "Da un lato si deve rendere esigibile e implementare il fondo destinato a "interventi urgenti per l'edilizia scolastica", previsto dal Cipe, il Comitato interministeriale per la programmazione economica. Dall'altro anche gli enti locali hanno le loro responsabilità, non solo il Governo centrale. Molte scuole non sono dello Stato, ma di competenza di Province e Comuni. E quindi dovrebbero essere tali Enti Locali a occuparsi in tutto e per tutto della loro manutenzione, amianto compreso e con la necessaria e tempestiva pianificazione dei lavori. Dunque, la mia proposta - condivisa anche da alcuni amministratori - è che Comuni e Province siano messi nella reale e concreta possibilità di intervenire sulle strutture scolastiche, permettendo loro di scomputare dal Patto di stabilità le spese per investimenti destinati alla realizzazione, adeguamento sismico e bonifica dall'amianto, a costo di ‘alzare la voce' con gli organismi statali, evocando il bene primario per i nostri studenti e gli operatori scolastici: il diritto alla salute".

 

Conclude Elisa Petroni che si appella al sindaco: "In questi casi non è possibile dire: non ci sono i soldi per rimediare al danno, si deve agire nell'interesse della nostra comunità e soprattutto, come nel caso della scuola elementare 'Diego Fabbri' lo si doveva fare con congruo anticipo rispetto all'apertura dell'anno scolastico , visto che di presenza amianto in quella scuola, dove erano in corso lavori, si vociferava da tempo".

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