Diffamazione nel caso Mitrokhin, sentito il senatore Guzzanti

Diffamazione nel caso Mitrokhin, sentito il senatore Guzzanti

FORLI’ – Un interrogatorio durato circa un’ora e poi via, uscendo velocemente dalla porta principale del Tribunale di Forlì, per entrare in un’auto “in borghese” con il lampeggiante spento in bella vista. Ma la sua fugace visita non è passata inosservata, anche grazie all’inconfondibile capello fulvo. In procura, lunedì, è stato infatti ascoltato il senatore di Forza Italia Paolo Guzzanti, in veste di persona informata sui fatti in un caso di presunta diffamazione.

Al centro dell’interrogatorio davanti al pm Alessandro Mancini, la querela presentata dal forlivese Valter Bielli (deputato durante la scorsa legislatura in seno ai Ds, ora del Pd) nei confronti di Salvatore Sechi, Ordinario di Storia Contemporanea e consulente della commissione parlamentare “Mitrokhin”, istituita nel 2002, di cui Guzzanti era presidente e di cui faceva parte pure Bielli.

A legare tutti i protagonisti proprio quella commissione d’inchiesta, creata per capire quale sia stata l'influenza del comunismo internazionale sulla storia italiana, verificando quanto emerso dagli “Archivi Mitrokhin”, soprattutto in merito alla sospetta attività di spionaggio del KGB in Italia e le eventuali implicazioni degli attori politici di allora (alcuni dei quali hanno ancora responsabilità politiche).

La denuncia riguarderebbe alcuni scritti che Sechi, inizialmente incaricato di fare ricerca documentare in seno alla commissione, avrebbe diffuso online, sminuendo il lavoro della commissione. Tra i pezzi a sua firma disponibili sulla rete sembra abbastanza eloquente “Mitrokhin, confessioni di un consulente silurato”, pubblicato nel novembre del 2006, in cui racconta la sua versione dell’avventura Mitrokhin, tirando in ballo l’onorevole e giornalista Paolo Guzzanti, ma anche Valter Bielli, colpevoli, secondo lui, di aver secretato dei documenti in cui si faceva il nome di un componente della stessa commissione che avrebbe lavorato con il Kgb. Insomma, una sorta di pericoloso paradosso.

Non è ancora chiaro se sia questo il testo su cui si basa la denuncia per diffamazione. Sono infatti diversi gli articoli di Sechi in cui sembra volersi proprio togliere qualche sassolino dalla scarpa sulla commissione d'inchiesta di cui è stato consulente, come pure sono numerose le smentite che lo storico ha ricevuto. Con una veloce ricerca sembra infatti di trovarsi di fronte ad una piccola “battaglia via web”. L’interrogatorio di Guzzanti alla Procura di Forlì è durato circa un’ora. E' uscito velocemente dal tribunale verso l’una e mezza, infilandosi immediatamente in un’auto parcheggiata davanti al tribunale e lasciando i presenti con i dubbi sul perché della sua presenza a Forlì.

lisa tormena

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