Dimissioni Delbono, nuovi reati in vista nel fascicolo sul Cinzia-gate

Dimissioni Delbono, nuovi reati in vista nel fascicolo sul Cinzia-gate

BOLOGNA - La Procura di Bologna andra' avanti con le indagini sul Cinzia-gate, ben oltre il termine inizialmente previsto dei primi di febbraio. La scadenza era dovuta al fatto che il giudice Giorgio Floridia, nel rigettare l'archiviazione per il fascicolo (aperto a giugno contro ignoti) sul presunto utilizzo di fondi pubblici da parte del sindaco Flavio Delbono, aveva rimandato gli atti ai pm con l'ordine di fare ulteriori indagini per due mesi.

 

Questa durata, pero', era il tempo  indicativo proposto dal giudice sulla base della tipologia di

fascicolo arrivato sulla sua scrivania: ovvero un'indagine contro ignoti, con due titoli di reato e di mole tutto sommato limitata. Ben diversa, di certo, da quella che il fascicolo ha assunto oggi, non solo alla luce delle iscrizioni (Delbono e la sua ex compagna Cinzia Cracchi) ma anche dell'aumentato numero di reati (la truffa e forse a breve anche altri).

 

   Questo mutamento del quadro giudiziario fa si' che non ci sia formalmente bisogno di domandare una proroga da parte della Procura: le carte che il pm Morena Plazzi ha oggi sul tavolo, infatti, permettono di per se' un tempo di indagini piu' lungo. Tra i filoni che la Procura ha premura di chiarire (oltre a portare avanti rapidamente la ricerca dei riscontri alle versioni discordanti di Delbono-Cracchi sui loro colloqui e incontri) c'e' quello del bancomat, in uso a Cracchi fino al luglio 2008, legato al conto corrente di Farbanca intestato a Mirko Divani.

 

La Procura, che ha gia' acquisito molta documentazione relativa al conto corrente e sta proseguendo gli accertamenti, nei prossimi giorni tornera' ad ascoltare l'installatore di computer. Ascoltato dalla Digos la scorsa settimana all'indomani del sequestro del famigerato bancomat (consegnato da Cracchi agli uomini della Digos), Divani sara' presto richiamato, per il momento ancora come persona informata dei fatti, per chiarire alcuni elementi.

 

  Tra questi, le modalita' scelte (con piccoli versamenti mensili su quel conto) da Divani per restituire a Delbono l'acconto da 10.000 euro versatogli dall'ex primo cittadino per l'acquisto di una multiproprieta' a Malta poi sfumato. Ma Divani dovra' spiegare agli inquirenti anche il successivo versamento di una somma di 20.000 euro che Delbono avrebbe fatto (in contanti) per alimentare il conto e allo stesso tempo garantire a lui un prestito di cui aveva bisogno. Al vaglio degli inquirenti, infine, ci sono anche gli affari intercorsi tra l'installatore di pc amico di Delbono e Cup 2000: la Digos venerdi' ha visitato la societa' di via Borgo San Pietro, annunciando il proprio ritorno

per acquisire alcune carte.

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