Disastro ferroviario a Merano, nove morti

Disastro ferroviario a Merano, nove morti

FOTO DI REPERTORIO-244

Disastro ferroviario nella zona di Merano, in Alto Adige. Una frana ha provocato il deragliamento sulla linea della val Venosta del treno R108 della società di trasporti Sad gestita dalla Provincia autonoma di Bolzano, partito da Malles alle 8.20 e atteso a Merano alle 9.43. La disgrazia è avvenuta in un punto dove i binari attraversano una stretta gola. Il bilancio provvisorio parla di nove morti e 28 feriti, di cui 7 gravi, ricoverati in diversi ospedali della zona.

 

La più giovane delle vittime aveva 18 anni, la più anziana 73. Le forze dell'ordine, con l'autorizzazione del procuratore capo di Bolzano Guido Rispoli che coordina le indagini sul disastro, hanno diffuso l'elenco ufficiale delle vittime. Michaela Kuenz Oberhofer (18 anni), Val Martello; Elisabeth Peer (22 anni) Silandro residente Malles; Julian Hartmann (25 anni) nato e residente a Merano; Francesco Rieger (67 anni) di Castelbello; Judith Tappeiner nata e residente Silandro (20 anni); Rosina Ofner (36 anni) nata a Silandro e residente a Tubre; Regina Tschoell nata e residente a Lasa (73 anni); Michaela Zoesch (34 anni) nata a Malles e residente a Prato Stelvio; Franz Hohenegger (73 anni) nato a Malles e residente a Silandro.

 

I feriti hanno riportato traumi cranici e traumi al torace. Una ventina di persone sono state smistate negli ospedali di Silandro e di Bolzano. I tecnici hanno recuperato la scatola nera: è visibilmente danneggiata ed è stata posta sotto sequestro dai carabinieri.I vagoni sono finiti fuori dai binari dopo avere sbattuto contro la massa di terra e roccia che si è staccata dalle pendici. Una carrozza è rimasta in bilico sul greto del fiume Adige.

 

Il vagone in testa al convoglio, investito dalla frana, è completamente distrutto: i morti sono rimasti intrappolati in mezzo alla fanghiglia. "Temiamo che il numero delle vittime possa crescere", ha detto l'assessore altoatesino ai Trasporti, Richard Theiner. La strada attigua alla linea ferroviaria, la statale 38 dello Stelvio, è stata chiusa al traffico per consentire l'afflusso dei mezzi di soccorso.

 

La Protezione civile ha allestito una sede operativa sul posto e sono al lavoro i tecnici della società Sad, che ha avviato un'inchiesta interna per appurare la dinamica dell'accaduto.  La portata della frana, causata da infiltrazioni d'acqua, era di 400 metri cubi. Con tutta probabilità a far cadere la frana è stata la rottura di un tubo per l'irrigazione dei campi a monte della massicciata.

 

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ha espresso, la sua solidarietà ed affettuosa vicinanza alle persone colpite dalla tragedia, chiedendo di rappresentare ai familiari delle vittime la sua commossa partecipazione al loro cordoglio ed ai feriti gli auguri di una pronta guarigione.

 

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