Divorzi, Emilia-Romagna al terzo posto: 313 su mille nozze

Divorzi, Emilia-Romagna al terzo posto: 313 su mille nozze

Divorzi, Emilia-Romagna al terzo posto: 313 su mille nozze

Per 10 coppie che si sposano, tre "scoppiano": questa, piu' o meno, la proporzione dei matrimoni che finiscono in Italia. Ma in Emilia-Romagna la percentuale e' un po' peggiore, soprattutto per i divorzi, tanto che la regione e' terza in Italia per numero di pratiche. Va un po' meglio, nel confronto con le altre regioni, per le separazioni, visto che gli emiliano-romagnoli sono soltanto sesti nella classifica di chi avvia l'iter per dirsi addio.

 

E' quanto emerge da un'elaborazione del quotidiano "Il Sole 24 Ore" su dati del ministero della Giustizia relativi al primo semestre 2009. Separazione e divorzio, inoltre, tra Piacenza e Rimini costano piu' cari, rispetto alla media, per quanto riguarda gli assegni di mantenimento: anche in questo caso la regione occupa il terzo posto, sia per la "rendita" al coniuge che per quella ai figli minori.

 

 Il record delle separazioni richieste spetta a Piemonte e Valle D'Aosta (dati accorpati): 418 ogni mille matrimoni, contro la media italiana di 298. Seguono Friuli-Venezia Giulia con 396, Trentino-Alto Adige 393, Liguria 392, Lazio 381, quindi al sesto posto l'Emilia-Romagna con 373. L'ultimo posto in classifica e' occupato dalla Basilicata, con 138 separazioni richieste ogni mille matrimoni.

 

La classifica varia per quanto riguarda i divorzi: in testa svetta la Liguria con 366 richieste ogni mille matrimoni, contro una media italiana di 234; seguono il Piemonte con 341 e quindi l'Emilia-Romagna con 313, incalzata dal Friuli-Venezia Giulia con 312 divorzi richiesti. In fondo alla graduatoria si conferma la Basilicata, con sole 108 richieste di divorzio ogni mille matrimoni.

 

L'Emilia-Romagna e' poi tra le regioni dove gli assegni di mantenimento disposti dai tribunali hanno gli importi piu' alti: occupa infatti il gradino piu' basso del podio sia per la rendita riconosciuta al coniuge "debole" (in genere la

donna), sia per i bambini. Secondo i calcoli sui dati Istat elaborati da "Crescere insieme" (associazione che promuove l'affido condiviso), la media italiana dell'assegno nel 2009 e' di 580 euro per il coniuge e di 530 per i figli minori (in totale a prescindere dal numero dei bambini, che in media sono 1,5 a famiglia).

 

La classifica della rendita riconosciuta al coniuge vede in testa la Lombardia con 730 euro, seguita da Friuli-Venezia Giulia con 720 e quindi dall'Emilia-Romagna con 680 euro; ultima regione in classifica il Molise, con un assegno medio di 300 euro per il coniuge. Per quanto riguarda il mantenimento dei figli minori, Lombardia e Lazio occupano il

primo posto ex aequo con 620 euro, seguite dal Veneto con 600 e dall'Emilia-Romagna con 550; in coda alla graduatoria la Basilicata con 400 euro.

 

"La corresponsione dell'assegno per il coniuge e di quello per i figli viene decisa con probabilita' diverse", avverte una nota alla tabella pubblicata sul "Sole 24 Ore". Infatti per i minori "viene concesso quasi sempre (nel 90% circa dei casi a livello nazionale)", mentre per l'ex moglie (e in rari casi l'ex marito) "lo e' poco piu' di una volta su quattro (27% circa), per lo piu' nei casi di famiglie a reddito medio-alto. Questo e' il motivo per cui l'assegno per il coniuge risulta mediamente a livello nazionale piu' elevato di quello per i figli". La probabilita' che vengano stabiliti entrambi a livello nazionale e' attorno al 24%, ma in Emilia-Romagna si ferma poco sopra il 20%, mentre in Puglia la doppia rendita e' riconosciuta quasi al 40%.

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