Doping, la maxi inchiesta tocca Forlì, Cesena e Rimini

Doping, la maxi inchiesta tocca Forlì, Cesena e Rimini

Doping, la maxi inchiesta tocca Forlì, Cesena e Rimini

L'inchiesta 'Anabolandia', dei Nas di Bologna, affonda le radici, oltre che a Rimini, anche a Forlì. Oltre ai 4 arresti, tra i quali anche il medico riminese Vittorio Bianchi, ci sono anche 54 denunce, tra queste 4 sarebbero a carico di atleti della provincia di Forlì-Cesena, un ciclista, un calciatore, un campione di braccio di ferro e un triathleta, oltre all'ex cestista della Fulgor, Mauro Liburdi, coinvolto, secondo la stampa locale, nell'inchiesta. Intanto il medico riminese si difende.

 

La difesa di Bianchi, che si trova ai domiciliari, segue la linea della sperimentazione dei farmaci. I suoi legali Piccinini e Zavoli, chiederanno la revoca dell'arresto al Tribunale della Libertà. Parlano di un contratto tra il medico e la casa farmaceutica per la sperimentazione dei farmaci, al fine di studiarne la possibile applicazione terapeutica. Il soprannome di Bianchi, secondo le intercettazioni, era "dottor Psyco", usato da una rappresentante farmaceutica.

 

La difesa del medico riminese sostiene che l'assistito prescriveva farmaci ad atleti non agonisti per risolvere problemi articolari.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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