Dopo il crollo, tira il fiato l'export regionale. Ma in Romagna tutti segni negativi

Dopo il crollo, tira il fiato l'export regionale. Ma in Romagna tutti segni negativi

Dopo il crollo, tira il fiato l'export regionale. Ma in Romagna tutti segni negativi

BOLOGNA - Dopo il crollo del secondo trimestre (-22,7%), nella terza parte dell'anno (giugno-settembre 2009) l'export dei distretti emiliano-romagnoli tira il fiato. L'andamento rimane fortemente negativo, ma il calo si e' attestato al 15,9%. Buon segno, secondo il report periodico sui  distretti elaborato dall'ufficio Studi del gruppo Intesa Sanpaolo, per il quale il "sistema distrettuale della regione si conferma vitale e piu' reattivo rispetto al resto d'Italia".

 

SEGNI POSITIVI A PARMA E MIRANDOLA.

A trainare la lentissima risalita sono stati ancora una volta l'alimentare di Parma e il biomedicale di Mirandola, che, in netta controtendenza, hanno registrato una crescita delle esportazioni (rispettivamente dell'8,7% e dell'1,8%).

 

MALE RIMINI, FUSIGNANO E FORLI'.

Cinque distretti hanno chiuso il terzo trimestre con una riduzione delle esportazioni inferiore al 7%. Si tratta dell'abbigliamento di Rimini (-1,1%), delle calzature di Fusignano- Bagnacavallo (-3,8%), della food machinery di Parma (-4,2%), della maglieria e abbigliamento di Carpi (-6,3%) e dei

mobili imbottiti di Forli' (-6,9%).

 

MALISSIMO SAN MAURO.

Segnali negativi sono emersi anche per gli importanti distretti delle macchine per l'imballaggio di Bologna (-13,2%), delle piastrelle di Sassuolo (-17,9%), dei ciclomotori di Bologna (-20,1%) e delle calzature di San Mauro Pascoli(-21,1%). E' stato, invece, alquanto negativo il bilancio per le macchine agricole di Modena e Reggio Emilia, per quelle del legno di Rimini e le utensili di Piacenza che hanno accusato perdite di export superiori al 40%.

 

NON TIRA EXPORT IN USA E RUSSIA

Segnali  positivi emergono nei due principali sbocchi commerciali della regione, Francia e Germania, dove la riduzione delle esportazioni si e' portata intorno al 6%.  In molte destinazioni geografiche,  tuttavia, le perdite di fatturato estero sono rimaste pronunciate. E' il caso, ad esempio, di due sbocchi di primaria importanza come Russia e Stati Uniti. Per questo lo studio invita  a non farsi eccessive illusioni: si stima che il quarto trimestre del 2009 si sia chiuso con un'ulteriore attenuazione del calo delle esportazioni distrettuali, ma e' "difficile ipotizzare che nel quarto trimestre del 2009 la contrazione delle esportazioni distrettuali possa essere stata inferiore al 10% tendenziale".

 

SAN MAURO PUNITA DALLA RUSSIA

In particolare il calo dell'export verso la Russia ha colpito le calzature di San Mauro Pascoli e

delle piastrelle di Sassuolo. Va pero' segnalato come su questo mercato si sia portato in territorio positivo l'abbigliamento di Rimini. Negli Stati Uniti, invece, la riduzione delle esportazioni si

e' addirittura ampliata, a causa soprattutto delle performance negative delle macchine per l'agricoltura di Modena e Reggio Emilia, delle piastrelle di Sassuolo, della maglieria e  dell'abbigliamento di Carpi e delle macchine per l'imballaggio di Bologna.

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