Dopo la chiusura della "Simona", il gruppo "La Perla" parte all'attacco di Bologna

Dopo la chiusura della "Simona", il gruppo "La Perla" parte all'attacco di Bologna

Dopo la chiusura della "Simona", il gruppo "La Perla" parte all'attacco di Bologna

BOLOGNA - L'assessore regionale alle attività produttive Gian Carlo Muzzarelli ha convocato per martedì il tavolo di crisi de La Perla, per affrontare il piano di ristrutturazione dello stabilimento bolognese. "Credo che questo tavolo possa essere l'occasione per portare alla ribalta il caso della Simona Confezioni di San Piero in Bagno", spiega il consigliere regionale del Pdl Luca Bartolini. "La Regione non ha mai avuto troppo a cuore il destino del laboratorio sanpierano e delle sue cento dipendenti e si è sempre interessata maggiormente dello stabilimento bolognese".

 

E ancora Bartolini: "Ora che per La Perla si è aperto un nuovo tavolo di crisi ritengo che si possa quantomeno tenere in considerazione la vicenda della Simona, partendo dalla copertura della cassa integrazione, ma anche osando di più". L'azienda, dopo aver chiuso il laboratorio di San Piero in Bagno, ora ha annunciato altri 335 esuberi in quel di Bologna. "Magari nel piano di ristrutturazione può trovare spazio una ripresa lavorativa a San Piero - propone Bartolini - il nostro territorio è stato profondamente segnato dalla decisione di chiudere l'azienda a San Piero, senza che la Regione, diciamo la verità, si stracciasse le vesti per questa scelta de La Perla".

 

"Ora che ci si ritrova a parlare di esuberi e licenziamenti, si potrebbe cogliere la palla al balzo cercando di bilanciare l'occupazione che può ancora garantire l'azienda tessile e magari incentivando iniziative in Valle del Savio. Sindacati e istituzioni locali dovrebbero tornare a far sentire la loro voce - conclude Luca Bartolini - ma purtroppo la sensazione è che passata la campagna elettorale della Simona non si ricordi più nessuno".

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