''Dopo la Finanziaria via alle Riforme''

''Dopo la Finanziaria via alle Riforme''

FORLI’ – Potevano bastare 15 miliardi di euro per accontentare l’Unione europea e uniformarsi ai suoi paramentri con la nuova legge Finanziaria, ma non ci sarebbero state risorse per altri interventi ''necessari''. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, parlando a Forlì durante l’incontro pubblico organizzato alla Fiera dai parlamentari dell’Ulivo alla presenza di circa duemila persone, tra cui tutte le massime autorità politiche e militari della città.


Ad aprire l’incontro pubblico era stato il deputato forlivese Giuliano Pedulli (Ds-Ulivo), sottolineando l’ormai insostenibilità di questo strumento (la Finanziaria), mentre il sindaco di Forlì Nadia Masini ha posto l’accento sulla consapevolezza degli enti locali delle necessità di fare la propria parte. “Ma il sacrificio – ha detto il sindaco – dovrà essere accompagnato da importanti riforme strutturali”. Sergio Mazzi, presidente della Camera di commercio, a nome del mondo economico provinciale ha invece affermato che “le imprese per poter essere competitive hanno bisogno di un sistema più snello”. Sul palco della Fiera sedevano anche il sindaco di Cesena, Giordano Conti, il presidente della Provincia, Massimo Bulbi, e il deputato Sandro Brandolini (Ds).


Roberto Pinza, vice ministro dell’Economia e promotore di questa iniziativa (“grazie alla sua maestria i lavori parlamentari hanno coinciso con questa serata”, ha chiosato ironicamente Padoa-Schioppa) ha invece detto che il Governo Prodi ha un obiettivo chiaro e deciso con questa Finanziaria: “mettere al centro la famiglia”.


Sotto il profilo dell'equita' della manovra, Pinza respinge le accuse di chi sostiene una penalizzazione dei ceti medi e afferma: "Il governo pone in questo provvedimento una vera politica per la famiglia con interventi mirati sui nuclei familiari". Sulle imprese, invece, "l'intendimento del governo e' quello di sostenere la crescita con adeguate misure fiscali".

Per le aziende con meno di 10 dipendenti (il 92%), spiega Pinza, il governo vara una serie di misure che prevedono la riduzione al 3% per il primo anno dei contributi per gli apprendisti. Viene favorita anche la ricerca attraverso un credito d'imposta fissato al 10% per le imprese che fanno innovazione da sole e al 15% per quelle che lavorano con l'universita'. Infine, a quanti sostengono una frammentazione della maggioranza di governo, Pinza risponde: "La coalizione sta reggendo magnificamente alla prova, perche' alla base c'e' un programma condiviso a priori".


CONTI PUBBLICI DISASTROSI - Il ministro Padoa-Schioppa, intervistato dal direttore de “Il Resto del Carlino”, Giancarlo Mazzuca, ha ricordato che il risanamento dei conti pubblici non e' un obbligo solo "verso l'esterno" ma "e' una condizione fondamentale per avere uno sviluppo continuato". Per Padoa Schioppa l'Italia non puo' pensare di crescere "se non mette sotto controllo il debito". Del resto, ha ricordato il ministro, ''il debito pubblico non era piu' sotto controllo. Lo e' rimasto fino al 2004 ma dal 2005 ha cominciato a risalire, raggiungendo una dimensione drammatica''. ''Avere conti pubblici a posto -ha fatto notare Padoa-Schioppa- non e' un dovere verso l'esterno, ma una condizione per la crescita''. Ecco perche', ha fatto notare, ''anche la parte destinata alla correzione del deficit va considerata a favore della sostenibilita' dello sviluppo''.


LA ‘FASE DUE’ - Padoa-Schioppa, in quella che è stata la sua prima uscita pubbica in un incontro aperto al pubblico, rispondendo alle domande del diretto del QN-Il Resto del Carlino ha anche parlato di una ‘fase’ due nel Governo Prodi. Dopo la Finanziaria, ha detto, ''ci sara' prossimamente anche il ciclo di riforme strutturale di cui adesso si parla''. Riforme che mireranno ad introdurre ''piu' concorrenza, piu' tutela dell'utente, concorrenza nel settore energetico e snellimento delle strutture amministrative pubbliche che rendono il lavoro delle imprese particolarmente lento''.


L’EVASIONE E IL SETTIMO COMANDAMENTO - Per il ministro dell’Economia, inoltre, ''L'Italia non ha bisogno di aumentare la pressione fiscale ma di redistribuirla in modo migliore''. Il problema vero per il titolare del dicastero di via XX settembre era e resta l’evasione fiscale, che è diventata ''una patologia epidemica e non episodica, una violazione del settimo comandamento'' e comunque ''parte di un equilibrio che non si puo' rompere di colpo''. In Italia, comunque, l’evasione ''non e' percepita come un delitto allo stesso modo che in altri paesi''.


LACRIME E SANGUE - C'e' stata ''una retorica eccessiva nell'espressione 'lacrime e sangue''', ha poi detto Padoa-Schioppa. La verita' per il ministro e' che ''il risanamento richiede uno sforzo. Se si fa retorica eccessiva sullo sforzo per il risanamento non si fa una cosa utile''.


IL ‘GRANDE FRATELLO’ - Il ministro ha definito poi ''assolutamente pretestuosa la polemica sul grande fratello'', ovvero sulla documentazione piu' precisa e sugli strumenti che garantiranno la rintracciabilita' delle operazioni. E cita l'esempio della Germania ''dove la documentazione fiscale e' obbligatoria, esiste ed e' un fatto normale''.

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LE DIMISSIONI - Infine alla domanda se in queste settimane così difficili e controverse, il ministro avesse mai pensato alle dimissioni, Padoa-Schioppa ha risposto in modo netto. ''No, non ho mai minacciato nulla, ne tanto meno di dimettermi. Non ho pai pensato a questa eventualita'''.

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