Dramma al Giro, morte Weylandt: ipotesi distrazione

Dramma al Giro, morte Weylandt: ipotesi distrazione

Dramma al Giro, morte Weylandt: ipotesi distrazione

RAPALLO (Genova) - La PolStrada di Chiavari indaga sul drammatico incidente nel corso della terza tappa del Giro d'Italia (da Reggio Emilia a Rapallo) costato la vita al giovane ciclista belga Wouter Weylandt. Gli inquirenti hanno sequestrato i filmati della competizione per far luce sull'accaduto. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, anche sulla base delle testimonianze raccolte tra gli altri ciclisti, nel punto dell'impatto si viaggiava attorno a 80 km/h.

 

Il dramma si è consumato lungo la discesa sulla strada del Bocco. Sembra che Weylandt si sia voltato per vedere se qualcuno poteva dargli una mano a tirare il gruppo perdendo così l'assetto della bici che ha toccato il muretto con la ruota anteriore. Il portacolori della Leopard-Trek è caduto ad una velocità superiore ai 70 km/h, andando a sbattere la testa prima sul muretto e poi sull'asfalto. Weylandt è stato ucciso da una frattura alla base del cranio.

 

L'inchiesta è nelle mai del sostituto procuratore Francesco Brancaccio, che ha incaricato l'anatomopatologo Armando Mannucci di eseguire martedì all'ospedale di Lavagna (Genova) l'autopsia sul corpo del ciclista belga. Mannucci, responsabile del Dipartimento di medicina legale dell'Asl4 Chiavari-Rapallo, si recherà in procura a ritirare l'incarico, nel quale sono stati esplicitati i quesiti utili per l'inchiesta.

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