Dramma Tomizawa, il giallo sull'ora del decesso

Dramma Tomizawa, il giallo sull'ora del decesso

Dramma Tomizawa, il giallo sull'ora del decesso

RIMINI - Shoya Tomizawa non sarebbe morto alle 14.19 bensì in ambulanza. Quando è giunto al ‘Ceccarini' di Riccione il suo cuore già era spento. Sono questi i primi risultati dell'inchiesta aperta dalla Procura di Rimini sulla morte del pilota giapponese, deceduto tragicamente domenica scorsa durante il Gran Premio di San Marino e della Riviera di Rimini classe Moto2. L'inchiesta sul drammatico incidente non si è conclusa con l'autopsia eseguita mercoledì.

 

Gli inquirenti vogliono chiarire se fra la caduta del centauro e la sua morte sia stato fatto il possibile. Tomizawa, 19 anni, è morto per lo schiacciamento del torace e degli organi interni dopo esser stato investito dal sammarinese Alex De Angelis e dal 17enne britannico Scott Redding, iscritti nel registro degli indagati come atto dovuto con l'ipotesi di omicidio colposo. Il procedimento potrebbe esser archiviato a breve.

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