Ecolabel per gli alberghi: fa bene al verde e al risparmio economico

Ecolabel per gli alberghi: fa bene al verde e al risparmio economico

Circa 400 turisti intervistati nel corso della stagione 2010 e cinque strutture di ricezione turistica già certificate analizzate dal punto di vista economico-energetico-ambientale. Sono questi i dati di base delle studio condotto da Programarea di Forlì per l'Osservatorio sulla certificazione Ecolabel per il turismo promosso dalle Ascom di Cervia, Ravenna e Forlì e realizzato con il contributo delle Camere di Commercio di Ravenna e Forlì-Cesena e presentato giovedì all'Hotel Aurelia di Milano Marittima.

 

"Che si tratti - si legge in una nota di Ascom Confcommercio - di un ambito nel quale ancora la ricerca non ha messo mano è un fatto, che sia pertanto la prima iniziativa di analisi scientifica sul tema la conseguenza. Risultato è uno studio che, pur necessitando di approfondimenti ed analisi successive di conferma,  mostra dati sorprendenti dal punto di vista economico, ambientale e di potenziale futuro sviluppo. I dati di confronto prospettico dei bilanci energetici nelle strutture evidenziate disegnano un quadro nel quale i minori consumi di combustibile, di acqua e detergenza su tutti, compensano sin da subito gli investimenti richiesti per allinearsi ai parametri di certificazione richiesti. Anzi di più. Consentono risparmi significativi che, da struttura a struttura, oscillano tra il 10 e il 20% in termini di costo complessiva per ciascuna presenza. Questo a dimostrazione che, a quanto appare dai dati, l'ecolabel conviene, anzi fa spendere meno e meglio all'albergatore che si certifica".

 

"Ma i vantaggi diretti dell'ecolabel non si fermano qui. Dal punto di vista ambientale la simulazione condotta dallo studio mostra  che se le presenza turistiche nel comune di Cervia in strutture certificate passasse dall'1,3% di oggi al 10%, per capirci meno di trenta strutture certificate, i vantaggi sull'ambiente sarebbero seppur non quantitativamente di grande portata ma significativi, specie in termini di comunicazione. In particolare equivalgono a fermare le auto nel comune di Cervia per 5 giorni termini di emissioni di CO2, significano consentire l'attuale consumo di acqua ad altri 250 cittadini senza una goccia più e ridurre, dal punto di vista teorico, la probabilità di proliferazione delle mucillagini in circa il 3% della costa del Comune, equivalente a oltre 2.500 piscine olimpioniche. Questi solo per citare alcuni impatti".

 

"Tali vantaggi - prosegue la nota dell'associazione - potrebbero considerati fini a se stessi ed insufficienti in un'ottica strategica se non fossero accompagnati da opportunità evidenti anche in termini competitivi. Dalle interviste condotte emerge che la certificazione non viene sufficientemente sfruttata in comunicazione, forse a causa della poca convinzione ma anche delle limitate risorse delle singole strutture per farlo. La maggioranza, infatti, non conosce l'ecolabel, oltre il 55%, seppur dimostra forte interesse sul tema, specialmente le donne. Circa infatti il 27% del campione dichiara che nella prossima scelta della struttura, a parità di prezzo sceglierà, sceglierà strutture certificate. Dato non da poco se si considera che il grado di fedeltà alla struttura è inferiore al 50%".

 

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"E' chiaro che la certificazione Ecolabel non risolve tutti i problemi ma mostra significative opportunità  a livello di comunicazione, magari territoriale e quindi non autoreferenziale, di visibilità, specialmente sui segmenti di consumo particolarmente sensibili, oltre che strettamente economici, un club degli alberghi Ecolabel del territorio potrebbe agevolare le strutture sia sugli acquisti che sulla visibilità. In tempi in cui il turismo costiero si lecca le ferite, meno 2% nel 2010 sul 2009 a Cervia e meno 4% in provincia di Ravenna, investire sulle strutture ed orientare una strategia territoriale su ciò che il mercato richiede è la migliore assicurazione per il futuro".

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