Economia, 2007 positivo in provincia: ma con qualche ombra

Economia, 2007 positivo in provincia: ma con qualche ombra

FORLI' - Il 2007, un anno nel complesso positivo per il tessuto economico locale: questo emerge dal “Rapporto sull’Economia della Provincia di Forlì-Cesena 2007”, realizzato dall’Ufficio Statistica e Studi della Camera di Commercio di Forlì-Cesena in collaborazione con l’Ufficio Studi di Unioncamere Emilia-Romagna. Il Rapporto, disponibile anche “on line” sul sito dell’ente camerale (www.fo.camcom.it), è presentato ufficialmente alla città, lunedì 10 marzo, da Sergio Mazzi, Presidente della Camera di Commercio, Guido Caselli, Responsabile dell’Area Studi e Ricerche di Unioncamere Emilia-Romagna e Giulio Ecchia, Preside della Facoltà di Economia di Forlì dell’Università di Bologna.

> Tutti i numeri del rapporto 2007


I relatori nei loro interventi hanno affrontato varie problematiche: in particolare Guido Caselli ha parlato di “sviluppo, crescita delle imprese e benessere dei cittadini”; Sergio Mazzi invece ha illustrato i principali indicatori congiunturali provinciali nell’arco dell’anno appena trascorso; Giulio Ecchia partendo da un punto di vista ”allargato”, ha commentato la situazione locale in un’ottica ad ampio raggio verso prospettive internazionali.


«L’analisi dei dati –sottolinea Sergio Mazzi, Presidente dell’ente camerale – porta a considerare come il 2007 si sia chiuso con andamenti positivi per molti settori dell’economia provinciale e buone prospettive di crescita e di sviluppo del territorio pur con qualche elemento di criticità. Il quadro congiunturale generale che si sta delineando è però caratterizzato da diffusi segnali di rallentamento e si moltiplicano previsioni meno favorevoli circa l’andamento economico nel complesso - basti pensare alla ripresa dell’inflazione, agli alti costi dell’energia e ai prezzi dei prodotti alimentari che erodono in particolare il potere d’acquisto delle famiglie - ; i dati ufficiali del primo trimestre 2008 confermeranno o meno queste anticipazioni”

Sviluppo, crescita delle imprese e benessere dei cittadini

Dall’analisi dei dati, elaborati nella prima parte del Rapporto da Guido Caselli, si rileva come le dinamiche economiche di un territorio siano strettamente correlate a quelle sociali e come la governance di un territorio non possa essere vista come la sommatoria di politiche maturate in ambiti diversi – quello industriale, quello sociale, quello ambientale – ma come un’unica politica per lo sviluppo, dove le scelte che riguardano un ambito non possono essere disgiunte dal contesto complessivo.


Questo emerge dello studio per il quale ci si è posti come obiettivo la misurazione di due componenti dello sviluppo, la crescita economica e il benessere, associabili – in via approssimativa - rispettivamente allo sviluppo visto nell’ottica delle imprese e quello visto dalla parte dei cittadini, focalizzando l’attenzione sui numeri.


Attraverso tecniche statistiche di analisi multivariata è stato sintetizzato in due numeri il patrimonio informativo di circa 150 indicatori, raccolti per tutte le province italiane e con riferimento all’arco temporale 2000-2006, anni per i quali il confronto appare particolarmente significativo.


Le analisi dei cambiamenti avvenuti nella struttura produttiva dei comuni della provincia di Forlì-Cesena e l’esame delle modalità con cui le imprese perseguono le loro strategie di crescita consentono di fare emergere due aspetti nodali che stanno caratterizzando lo sviluppo economico della provincia, la ridefinizione del territorio e quella del capitalismo territoriale, cioè di chi detiene i beni competitivi.


In definitiva, lo studio si focalizza sui meccanismi che regolano la creazione e la distribuzione della ricchezza, con l’obiettivo di comprendere quanto alla crescita dell’economia si associ una variazione positiva e diffusa del livello del benessere dei cittadini.

Riassumendo i risultati provinciali per quanto riguarda lo sviluppo visto dal lato delle imprese, Forlì-Cesena si colloca tra le prime province sia per posizionamento sia, se si considerano le province “omologhe”, per dinamica. Si tratta di un consolidamento del proprio posizionamento competitivo rispetto alle altre aree italiane e, come testimoniano le più recenti statistiche che consentono un confronto internazionale, una tenuta nei confronti dei principali competitor europei.


Forlì-Cesena, soprattutto in virtù dei dati relativi al reddito familiare e quello pro-capite, risulta tra le prime dieci province italiane per benessere e rientra nel gruppo delle province più virtuose anche per quanto concerne la crescita dell’indicatore sintetico del benessere (tra le province della regione solo Rimini appartiene a questo gruppo).


La differente velocità con cui viaggiano crescita economica e benessere dei cittadini sembra suggerire che, tra le linee di intervento, sia opportuno pensare a nuove forme di responsabilità delle imprese verso il territorio, in particolare quando sembra non esistere il rapporto di reciproca convenienza. Obbligazioni sociali che dovrebbero trovare attuazione in tutte le regioni europee, perché il gap tra crescita e benessere investe tutte le economie avanzate.


In altri termini appare prioritario favorire le condizioni – economiche e sociali - per la ricostituzione di obiettivi e, soprattutto, di valori condivisi, occorre creare su nuove basi il senso di appartenenza, l’identità di territorio. È questa una delle condizioni necessarie per riprendere il cammino di sviluppo.

In conclusione, sono tre i paradigmi sui quali si gioca il futuro: fare della conoscenza un differenziale competitivo, de-frammentare e (ri)creare l’identità di territorio.

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