ECONOMIA - Confartigianato: la ripresa c'è e si vede

ECONOMIA - Confartigianato: la ripresa c'è e si vede

BOLOGNA - Mentre nel suo complesso l’industria italiana vive ancora una fase difficile, seppure con miglioramenti rispetto al 2005, il Nord Est vede crescere produzione (1,9%) e ordini totali (1,2%) ed in particolare l’Emilia Romagna si conferma come una delle regioni trainanti. Nel 2006 il Prodotto Interno Lordo nell’Emilia Romagna ammonta a 127.302 milioni di Euro, costituendo circa il 39% del PIL dell’area Nord Orientale e l’8,6% dell’Italia, con un incremento del +2% che conferma il progresso dell’anno precedente. La nostra è quindi una delle regioni più dinamiche che anche nel 2007 e negli anni successivi dovrebbe confermare questo processo di crescita con progressi vicini ai due punti percentuali.


Gli investimenti e i settori di attività


Considerando il livello degli investimenti effettuati nel corso del 2006 le dinamiche registrate per Emilia Romagna, Nordest ed Italia non mostrano grandi differenze: la crescita è nettamente superiore al 2005, superando in alcuni casi il 3%. In particolare in Emilia Romagna gli investimenti fissi lordi hanno sfiorato il 3,7%, livello che sarà quasi invariato con +3,8% nel 2007. La ripresa economica del 2006 ha spinto la spesa per consumi cresciuta in regione dell’1,9%, superiore al Nordest, mentre la proporzione degli investimenti fissi lordi rispetto a Nordest e Italia è pari al 37,5% e al 9,0%. Per il prossimo triennio il trend di crescita del valore aggiunto sarà su livelli simili a quelli di Nordest e Italia.

Il balzo in avanti dell’Emilia Romagna è principalmente sostenuto dalla crescita del 2,1% dell’industria, e del 2% dei servizi, inoltre nell’agricoltura la regione ha perso solo l’1% mentre l’Italia ha ceduto il 3,1% e il Nord Est l’1,6%. Per le costruzioni dopo il calo del 2,5% nel 2005 il 2006 ha fatto segnare una leggera ripresa che dovrebbe diventare netta nel prossimo triennio con una crescita dell’1,7%.


Import ed export


Dati positivi per il saldo commerciale che risulta ampiamente positivo, con 16.004 milioni di Euro, a testimonianza della maggiore propensione della regione a trasferire all’estero i propri prodotti piuttosto che ad importare. Il volume delle esportazioni, che ammontano a 41.262 milioni di Euro, è cresciuto del 5% e rappresenta il 40,6% delle esportazioni del Nordest ed il 12,8% del totale delle esportazioni italiane, mentre le importazioni sono salite del 3% raggiungendo nel 2006 i 25.257 milioni di Euro, rappresentando il 34,9% del totale del Nordest e il 7,4% di quelle nazionali. Dati che dovrebbero trovare conferma nel prossimo triennio con esportazioni ancora in crescita.


L’occupazione


Nessuna variazione nel campo del lavoro, con una occupazione pari 46% l’Emilia Romagna ha 1,9 milioni di persone al lavoro superando sia il Nordest (45,2%) che l’Italia (39,3%); il tasso di disoccupazione si è stabilizzato attorno al 3,4% molto al di sotto del livello medio della penisola mentre il tasso di attività si è stabilizzato attorno al 47,7%. Le previsioni per il prossimo triennio lasciano intravedere incrementi dei posti di lavoro, descrivendo la fase di ripresa che caratterizza tutta l’Italia: in Emilia Romagna il tasso di occupazione si manterrà sopra il 46%, quello di disoccupazione potrà scendere fino al 2,5% nel 2009, infine il tasso di attività sarà intorno al 48%.

La performance provinciali: bene Ferrara, Rimini, Parma e Piacenza


La crescita regionale del valore aggiunto è stata sostenuta soprattutto dalle ottime performance di Ferrara, +2,8%, Rimini, +2,4%, Parma e Piacenza, +2,3%, ed anche triennio 2006-2009, Ferrara, Piacenza e Rimini faranno registrare buoni andamenti ma in generale in tutte le province si dovrebbe assistere a miglioramenti. Rapportando il valore aggiunto con la popolazione presente il valore pro capite più alto è quello di Bologna (30.527 Euro) con un incremento nel 2006 dell’1,3%, le uniche flessioni si sono registrate a Reggio Emilia, -0,5%, e Ravenna, -0,7%.

La crescita del reddito disponibile delle famiglie (+3,2%) è stata ripartita in maniera disomogenea mentre la spesa per consumi è cresciuta uniformemente del 4,6%, ed anche nella distribuzione della spesa per abitante c’è una crescita omogenea con Ferrara in testa a +4,1% e Reggio Emilia ultima con +3%. Le previsioni per il prossimo triennio sono invariate sia per il reddito disponibile che per la spesa delle famiglie.


In generale la regione ha incrementato i volumi delle transazioni con l’estero sia in entrata, +3%, che in uscita, +5%, con un saldo che si mantiene ampiamente positivo con circa 16.000 milioni di Euro. In termini assoluti, il maggiore volume di esportazioni è stato raggiunto nel 2006 da Bologna e Modena con valori superiori ai 9.500 milioni di Euro, ma mentre per la seconda è aumentato il volume dell’export rispetto al 2005, nella prima si è invece registrato un leggero decremento pari a –0,6%. Valori sostenuti di crescita si registrano a Forlì- Cesena e a Piacenza, rispettivamente +15,7% e +13,1%, mentre dalla parte opposta si assiste ad un decremento del 3,2% delle esportazioni di Ferrara. Nel prossimo periodo si prevede una crescita generalizzata dell’export con Ferrara e Modena a guidare questa speciale graduatoria.


Per quanto riguarda il tasso di disoccupazione nel 2006 solo tre province hanno un valore superiore al dato medio regionale del 3,4%: Ferrara è a 5,5%, Forlì Cesena 5,4% e Rimini 4,2%. Il dato più preoccupante risulta però l’incremento di Forlì, +1,1% rispetto al 2005 e di Bologna, +0,2%, sebbene province come Parma e Piacenza abbiano visto diminuire il tasso di disoccupazione di quasi un punto e mezzo percentuale. Il tasso di occupazione più elevato nel 2006 è quello di Bologna (47,7%) seguito da Reggio Emilia (46,9%), mentre il più basso è a Piacenza (43,4%) contro una media regionale del 46%. Per quanto riguarda il tasso di attività nel 2006 Bologna presenta valori superiori al 49%, ben al di sopra dunque del valore medio di riferimento del 47,7%, mentre Piacenza ha il valore più basso: 44,5%.

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