ECONOMIA - E' nato ''Tender'', l'osservatorio di Cna e Bcc sulla micro e piccola impresa

ECONOMIA - E' nato ''Tender'', l'osservatorio di Cna e Bcc sulla micro e piccola impresa

BOLOGNA - E’ stato presentato oggi pubblicamente TRENDER, il primo Osservatorio congiunturale sulla micro e piccola impresa dell’Emilia Romagna. Realizzato da CNA Emilia Romagna e Banche di Credito Cooperativo con la collaborazione tecnico- scientifica di Istat ed il patrocino di Regione Emilia-Romagna e Unioncamere Emilia Romagna, l’Osservatorio ha analizzato la contabilità 2006 di 3.640 aziende al di sotto dei 20 addetti operanti in regione.


L’Osservatorio a partire da questa prima rilevazione, attraverso l’esame periodico di indicatori economici, fornirà informazioni basate su dati amministrativi in relazione a fatturato, investimenti, grado di solidità finanziaria, costo del lavoro e occupazione delle imprese da 1 a 19 addetti, con pubblicazione semestrale dei risultati.


La realtà della micro-piccola impresa costituisce il 97% di tutte le aziende in regione, e il 98%circa a livello nazionale, con ripercussioni importanti sui dati occupazionali, rappresentando il 57,35% di tutti gli addetti delle imprese e il 35,74% della manodopera dipendente. – ha spiegato il Presidente di CNA Emilia Romagna, Quinto GalassiUna componente che sul piano economico rappresenta il 40,63% del fatturato lordo a livello di sistema Paese, il 4,43% del valore aggiunto ed il 38,57% degli Investimenti fissi. Da qui l’obiettivo di TrendER: comprendere meglio struttura e modalità operative, oltre che tendenze di un settore variegato e sfatare i pregiudizi che delegano a realtà marginare le imprese di piccola e piccolissima dimensione”.


L’Osservatorio congiunturale TrendER è stato presentato nell’ambito del convegno Qual è lo stato di salute delle micro e piccole imprese in Emilia Romagna? Previsioni, prospettive e politiche” che ha offerto un confronto allargato alle scelte nazionali e regionali di settore.


Oggi sono principalmente tre le criticità più avvertite dalle micro-piccole imprese regionali – ha precisato il Segretario di CNA Emilia Romagna, Gabriele Morelli1) difficoltà legate al credito, che andrebbe reso più accessibile e poco costoso; 2) la pressione fiscale, troppo pesante; 3) i costi della burocrazia e dei servizi. Per affrontare razionalmente queste problematiche ed avviare un dialogo costruttivo con le istituzioni siamo partiti da una rilevazione, da un monitoraggio che vuole far chiarezza e fornire elementi su cui approntare misure specifiche, più rispondenti al comparto”.


A queste sollecitazioni ha risposto il Sottosegretario al Ministero dell’Economia e Finanze, Alfiero Grandi: “Sicuramente il problema delle tasse, della politica fiscale in genere è un problema che affligge le piccole imprese, ma non è l’unico. Direi che il tema centrale è quello della qualità, che oggi più che mai si impone come requisito fondante per un mercato che deve cercare il dialogo con l’Europa e il mondo. Di fatto la problematica più urgente si sposta sul rilancio delle reti, di sinergie che in Emilia Romagna tra l’altro hanno una certa tradizione, che possono garantire più forza nel proporsi verso l’esterno”.

Quali azioni politiche e quale ruolo per Cna in questo scenario allargato, e soprattutto quale futuro per le piccole-micro imprese?


Abbiamo un decreto legge in discussione alla Camera, che comunque pone attenzione sugli aspetti fiscali, c’è un articolo specifico in finanziaria finalizzato a stimolare e sostenere la fusione tra piccole aziende e ci sono diverse iniziative su cui il Ministro Bersani sta lavorando. Fatto sta che il futuro di queste realtà a dimensione ridotta avranno un futuro solo se in rete, associate o fuse.

E qui vedo un ruolo importante per Cna: l’azione di monitoraggio avviata con TrendEr, questo Osservatorio congiunturale periodico, è un inizio che può svilupparsi verso la validazione e il riconoscimento di modelli di qualità”.


Come perseguire questo obiettivo di qualità, quali gli attori chiamati in causa?


“Ho già detto della necessità di fare sistema per innovare. Sottolineo ancora l’importanza dell’Associazione di categoria come medium necessario tra attività di governo, finanziamenti, incentivi e piccole imprese che non riuscirebbero da sole, singolarmente, ad accedervi e cogliere le opportunità offerte. Altro fattore importante è quello della ricerca, per cui bisognerebbe individuare un ‘pacchetto’, un livello base accessibile alle realtà di minor dimensione, costruito da istituzioni pubbliche, Cna e Università. Solo attivando queste misure trasversali e mettendo insieme le imprese si può pensare di affrontare il salto necessario verso mercati esteri, verso un’economia allargata. Un salto che diversamente rischia di essere lungo e costoso, quindi inaccessibile per queste realtà minori che pure rappresentano una gran parte della realtà aziendale italiana, con importanti ripercussioni a livello occupazionale”.

Su queste riflessioni si è inserito l’intervento dell’Assessore regionale alle Attività Produttive, Duccio Campagnoli, che ha così commentato i dati emersi dall’Osservatorio:


I dati ottenuti oggi e oggetto dell’Osservatorio congiunturale TrendER ci confermano una tenuta del sistema regionale, in particolare per la crescita del mercato della subfornitura, elemento importante anche per imprese di maggiori dimensioni e per l’economia emiliano-romagnola in genere. Viene infatti smentito il dato di delocalizzazione su cui si creano facili allarmismi. Inoltre, la piccola impresa emerge non come un peso – altro pregiudizio – ma come grande risorsa che merita di esser posta al centro delle nostre scelte politiche ed economiche”.


Quali strumenti di intervento e di orientamento si possono attuare a livello regionale? Come vi state muovendo?

L’iniziativa in tal senso dovrebbe partire da politiche nazionali più mirate, da una fiscalità per lo sviluppo che premi gli investimenti ed in particolare gli sforzi in tal senso della piccola impresa. A livello di Regione non abbiamo autonomia decisionale su questi temi, ma una buona ipotesi di lavoro che mi sento di suggerire è riferita all’IRAP finora non considerato come strumento per ridurre in modo mirato la pressione fiscale.

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L’azione dell’Assessorato attività produttive si sta concentrando invece su due iniziative specifiche per la micro impresa: 1) il credito facilitato, con la creazione di un grande consorzio per cui metteremo a disposizione il nostro fondo di garanzia regionale; 2) l’idea di un ‘technology management’ a disposizione delle piccole e piccolissime imprese per investire in ricerca, innovazione e sviluppo. Questo perché sono fattori imprescindibili in un’economia sempre più competitiva, che guardi al territorio, ma anche all’Europa e al mondo.”.


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