Economia, Legacoop prova a invertire il trend: "Assumiano invece di licenziare"

Economia, Legacoop prova a invertire il trend: "Assumiano invece di licenziare"

Economia, Legacoop prova a invertire il trend: "Assumiano invece di licenziare"

Legacoop prova ad andare in controtendenza rispetto all'andamento dell'economia in Emilia-Romagna. Le 1600 coop aderenti all'associazione guidata dal presidente Paolo Cattabiani, registrano uno scarso ricorso agli ammortizzatori sociali e una generale tenuta dell'occupazione ai livelli ante-crisi. Con una prospettiva di stabilita' per il prossimo biennio e la speranza di poter fare qualche assunzione. "Contiamo di assumere, non di licenziare. E cio' e' frutto di una precisa scelta imprenditoriale", assicura Cattabiani.

 

Confortato dai numeri, perche' le proiezioni per il 2009 registrano un'incremento dell'occupazione

dell'1%. Delle 62 coop intervistate, il 64% prevede per i prossimi due anni di mantenere stabile il numero dei propri dipendenti, mentre il 18% mette in conto qualche assunzione. Il 20% del campione prevede il blocco del turnover, il 43% non fermera' il ricambio tra lavoratori in uscita ed entrata, mentre il 37% ,o fara' solo in maniera parziale.

 

"Non vogliamo fare nessun facile ottimismo- commenta Cattabiani- perche' non siamo fuori dal tunnel e non bisogna mollare. Ma con grande soddisfazione diamo conto del lavoro fatto dalle nostre cooperative". Il numero uno di Legacoop ricorda che il 92% dei contratti di lavoro nelle coop e' a tempo indeterminato, che per il 60% si tratta di occupazione femminile e che le 1.66 imprese cooperative dell'Emilia-Romagna danno lavoro a 135.000 persone, l'8% del totale degli occupati in regione (esclusa la pubblica amministrazione).

 

"Ciononostante- rivendica Cattabiani- nelle cooperative e' stato fatto lo 0,80% del monte ore di cassa integrazione autorizzato dall'Inps. Di fronte al timore che dietro agli ammortizzatori sociali si nasconda la disoccupazione , questo 0,80% ci da' un grado di protezione in piu'".

 

Sono 79 le imprese cooperative che hanno fatto ricorso nel 2009 agli ammortizzatori sociali per un totale di 5.100 lavoratori coinvolti. Sette accordi per l'utilizzo dei contratti di solidarieta' (670 dipendenti), 27 aziende interessate dalla cassa integrazione ordinaria (1.720 lavoratori), 27 aziende in cigs (134 lavoratori), 38 con la cigo in deroga (2.520 lavoratori) e 2 con la cigs in deroga (93 lavoratori). "I dipendenti in cassa integrazione a zero ore e senza rotazione sono meno del 5%", puntualizza Patrizia Pirazzoli, responsabile del dipartimento Relazioni industriali di Legacoop.

 

 "Noi continuiamo a non delocalizzare. Oggi parliamo di lavoro buono, sicuro, legale, nel rispetto dei contratti", rivendica Cattabiani, che alla politica chiede il superamento "degli elementi di stupidita' del patto di stabilita'", che blocca la spesa dei comuni. "I soldi ci sono e vanno spesi", esorta il leader cooperativo, che ai suoi suggerisce ancora una volta la strada delle aggregazioni per superare il problema della dimensione aziendale eccessivamente ridotta (soprattutto in settori in crisi come quello della logistica).

 

Il segreto della tenuta dell'occupazione nelle coop in un anno di gravi difficolta' lo svela il vicepresidente di Legacoop, Giovanni Monti. "La forma cooperativa ha una sua peculiarita'- afferma- non punta mai ad avere il massimo profitto. La scelta e' tenere il piu' alto possibile il fatturato e di abbassare, magari forse piu' altre forme imprenditoriali, la redditivita'.

 

L'abbiamo fatto scientemente, puntando sulla massimizzazione del reddito della nostra gente". In questo contesto di crisi, Legacoop, cita anche il ruolo svolto da Coopfond, il fondo dove vengono versati il 3% degli utili delle cooperative italiane, e che oggi interviene anche in aiuto dei lavoratori che vogliono salvare la propria azienda in crisi costituendosi in cooperativa.

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