ECONOMIA - Nautica, a Forlì-Cesena e Ravenna il distretto dell'eccellenza

ECONOMIA - Nautica, a Forlì-Cesena e Ravenna il distretto dell'eccellenza

FORLI’ – Il distretto nautico di Forlì-Cesena rappresenta un punto di riferimento nel settore in Emilia-Romagna, in Italia e anche nel mondo, con una serie di aziende posizionate ai vertici per qualità e quantità delle produzioni. A questo proposito le Camere di commercio delle due province hanno presentato l’indagine “Comparto Nautico, le cifre sul territorio, indagine svolta nelle province di Forlì-Cesena e Ravenna”, realizzato con il supporto tecnico delle rispettive Aziende Speciali CISE e SIDI Eurosportello e con la collaborazione scientifica del Polo scientifico-didattico di Forlì Università di Bologna e di Centuria RIT.


Secondo i dati pubblicati da Ucina nell’ultimo Rapporto “La Nautica in cifre 2006”, l’Emilia-Romagna si colloca al quarto posto per numero di aziende (9,3%) operanti nel settore e al secondo per numero di addetti (15,5%).

Il territorio delle province di Forlì-Cesena e di Ravenna è caratterizzato dalla presenza di alcune aziende leader a livello mondiale, impegnate nella produzione di imbarcazioni da diporto.

Un primo elemento che occorre ricordare riguarda la distribuzione territoriale delle 207 imprese intervistate (22 cantieri e 185 fornitori). La provincia di Forlì-Cesena conta 103 imprese (13 cantieri e 90 fornitori), la provincia di Ravenna 91 imprese (9 cantieri e 82 fornitori), sono state inoltre intervistate, poiché ritenute importanti, 13 imprese fornitrici fuori dalle due province.

Le imprese intervistate sono state distinte in tre categorie sulla base dell’incidenza del nautico al loro fatturato 2005: «imprese altamente specializzate/mono-settoriali» (con incidenza sul fatturato del nautico pari o superiore al 50%) «imprese semi-specializzate» (incidenza 25%-49%) «imprese non specializzate» (incidenza inferiore al 25%). Si è così potuto evidenziare che quasi il 40% dei casi è costituito da imprese ad alta specializzazione, l’8,7% da imprese semi-specializzate e circa il 51% da imprese non specializzate.

Si è così potuto evidenziare un volume d’affari del comparto di circa 446,3 milioni di Euro.; di questi 321,8 (72,1%) provengono dai cantieri e 124,5 milioni di Euro dai fornitori.


Le imprese risultano concentrate nella classe di fatturato compresa fra 1,8 e 5 milioni di Euro.

Elevate percentuali di imprese sono registrate anche nella classe che comprende fatturati fino a 1,8 milioni di Euro.

In particolare è dall’anno 2003 che si registra il maggiore spostamento delle aziende verso le classi di fatturato più alte.

Il fatturato medio annuo del comparto registra – in linea con quanto osservato sull’andamento del settore a livello nazionale – un chiaro trend di crescita nel periodo considerato, dal 2001 al 2005: nel 2001 il fatturato medio si attestava intorno ai 3,4 milioni di Euro, nel 2004 il dato raggiunge i 3,5 milioni di Euro; nell’anno seguente cresce di oltre 300.000 Euro, se si confronta il primo anno della serie storica con l’ultimo anno, si rileva una variazione percentuale di + 11,8% in un arco temporale di cinque anni.

Questa tendenza risulta più accentuata se si considera il solo aggregato dei fornitori; infatti, si registra per il quinquennio una variazione pari al 41,7%.


Per ciò che riguarda le risorse umane occorre anzitutto osservare che il comparto muove un numero di addetti parametrizzato (sulla base dell’incidenza del fatturato nautico sul fatturato totale di ciascuna impresa) di circa 2.200 unità.

Il 64% dei 22 cantieri ed il 61% dei 185 fornitori sono concentrati nelle fascia compresa fra i 2 e i 19 addetti. Soltanto 4 cantieri (18,2%) dichiarano oltre 100 dipendenti; fra questi, in particolare, 3 ne presentano oltre 200. Si ottiene così, una dotazione media di quasi 65 lavoratori per cantiere. Questo dato scende a 15 addetti/azienda se si considerano i soli fornitori.


Guardando all’età delle aziende, si è notato come l’anno in cui si è registrata una crescita considerevole del numero di neo-imprese è il 1998, in linea con la tendenza all’espansione del settore registrata a livello nazionale.


La crescita del settore, tuttavia, avviene in un contesto di forti mutamenti del mercato globale, caratterizzato sia dall’incremento della domanda di prodotti di sempre maggiore qualità e dimensione, sia da un considerevole aumento della concorrenza. Nonostante la fase favorevole, restano ancora aree migliorabili quali la dimensione aziendale e le dotazioni infrastrutturali.

Con il presente studio si è cercato di offrire una prima panoramica di ciò che la filiera produttiva del settore nautico di Forlì-Cesena e Ravenna rappresenta sul - e per il - territorio, focalizzando l’attenzione sulla consistenza e sulle principali caratteristiche delle aziende che in esso operano. In particolare, nell’ottica propria dei distretti industriali, si è guardato, oltre che alle abituali dimensioni, quali fatturato, capitale umano, dinamiche di internazionalizzazione, processi di innovazione, anche alle relazioni intercorrenti tanto tra aziende committenti e subfornitrici, quanto fra le stesse aziende appartenenti alla filiera e i diversi attori pubblici e privati del territorio.

Per quanto concerne i processi organizzativi, si è evidenziato che le percentuali di imprese che non esternalizzano sono particolarmente elevate soprattutto in riferimento ad alcune fasi, come la pianificazione (100%), i servizi post-vendita (94,8%) e la logistica (86,9%). Piuttosto elevato il ricorso all’outsourcing per i servizi informativi e per la progettazione, esternalizzati entrambi da oltre un quarto delle aziende che prevedono lo svolgimento di questa attività.


Il mercato di riferimento dei cantieri è principalmente di livello nazionale, peraltro in crescita nei cinque anni presi in esame (2001-2005): si passa dal 64,3% del 2001 al 71,3% del 2005, con percentuali comunque sempre molto elevate. Segue il mercato europeo (27,8%) e quello internazionale (26%), a denotare come il comparto abbia un riferimento quanto meno nazionale ed internazionale, che trascende nettamente i confini regionali.

Al fine di comprendere gli sbocchi di mercato delle imprese del comparto, si è considerato anche l’ambito di localizzazione dei loro più rilevanti clienti. Relativamente ai cantieri, si è trovata conferma del ruolo di primo piano del mercato nazionale, che concentra oltre il 60% dei primi cinque clienti indicati dai cantieri intervistati.




“Lo studio – dichiara Sergio Mazzi Presidente della Camera di Commercio di Forlì-Cesena – mette in evidenza, fotografandone l’assetto, l’importanza di un settore che nato negli anni ’70 con la produzione di vetroresina, ha acquistato nel tempo un peso sempre maggiore. Settore innovativo, suscettibile di ulteriore sviluppo, per l’alto livello produttivo ha visto convergere su di sé le attenzioni della parte pubblica, oltre che privata, e l’interesse dell’Università. Si tratta di un comparto che ha importanti possibilità di crescere ancora ed è opportuno che in tale senso le istituzioni delle due province lavorino insieme - e io di questo sono convinto sostenitore– travalicando i tradizionali confini, per creare le condizioni favorevoli al rafforzamento delle strutture aziendali, organizzando nuovi servizi e indispensabili infrastrutture. Tutto ciò finalizzato alla crescita di un settore che per le caratteristiche di innovazione e qualificazione è sicuramente strategico per l’intero territorio.”

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L’incontro è stato aperto dagli indirizzi di saluto dei Presidente delle due Camere di Commercio, S.Mazzi e G.Bessi; è seguita la relazione del professore Paolo Zurla, Presidente del Polo Scientifico Didattico di Forlì – Università di Bologna, che ha illustrato la ricerca nei suoi punti salienti. Si sono quindi susseguiti gli interventi di N.Masini, sindaco di Forlì, di G.Mingozzi, vice sindaco di Ravenna, di G.Parrello, Presidente dell’Autorità Portuale di Ravenna e di B.Baldini, vice presidente della Provincia di Ravenna.

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