ECONOMIA - Professioni intellettuali, Cna: subito la riforma

ECONOMIA - Professioni intellettuali, Cna: subito la riforma

BOLOGNA - Le professioni intellettuali tradizionali e le nuove professioni emergenti costituiscono circa il 20 per cento del mercato del lavoro in Italia e quasi altrettanto in termini di prodotto interno lordo. Giovani, in possesso di un livello di scolarità decisamente alto (la metà è laureata e più di un terzo è in possesso di un diploma di scuola media superiore). Consulenti di area economico-finanziaria, consulenti area marketing, temporary manager, consulenti in materia di sicurezza, ambiente e qualità. E’ questo il profilo di una nuova tipologia di professioni che esigono di essere riconosciute e che rappresentano una fetta sempre più rilevante del mercato del lavoro in una società nella quale oltre il 60% dei consumi è oggi orientato ai servizi e ai beni immateriali.

CNA In Proprio è il gruppo d'interesse che all'interno di CNA Emilia Romagna dà voce e offre rappresentanza, valorizzazione e servizi a chi opera autonomamente nel mercato del lavoro, dando valore di autoimprenditorialità a chi svolge professioni intellettuali. Sono oltre 2600 i professionisti e collaboratori professionali associati in regione, il 45% ha meno di 40 anni ed il 5,3% risulta nato all’estero (8500 i professionisti a livello nazionale).


La regolamentazione delle nuove professioni intellettuali è divenuta, dunque, una priorità. Un disegno di legge in tal senso è al vaglio del Governo. Per sollecitarne l’iter di approvazione, CNA In Proprio ha promosso per lunedì 21 maggio (ore 18,00) a Bologna presso la propria sede in Viale Aldo Moro 22, un incontro con i relatori della legge alla Camera dei Deputati, gli onorevoli Pierluigi Mantini e Giuseppe Chicchi.

Il panorama delle nuove professioni è ampio: 155 quelle censite dal rapporto di monitoraggio 2005 del CNEL che dimostra come ormai si sia formato in Italia un nuovo mercato del lavoro professionale, con modalità e regole spesso molto diverse dalle tradizionali modalità di lavoro; secondo stime recenti (Rapporto Colap 2006) sarebbero almeno 3 milioni e 700 mila i professionisti non iscritti ad ordini professionali.


“Tre gli obiettivi della riforma,– spiega Valeria Braglia, presidente regionale di CNA In Proprio – il rinnovo degli ordini professionali; la definizione di una regolamentazione che, anche alla luce della direttiva europea sul riconoscimento delle qualifiche professionali, faccia emergere i talenti professionali e favorisca l’inserimento di giovani capaci e meritevoli; il riconoscimento delle nuove professioni e delle loro associazioni. CNA In Proprio ha accolto con soddisfazione l’impegno della legge verso l’eliminazione dei vincoli territoriali nell’esercizio dell’attività professionale e l’abolizione dell’obbligo delle tariffe minime, così come il libero accesso alle professioni e la ricerca di una tendenziale riduzione del numero di ordini, albi e collegi professionali. Ma soprattutto riteniamo fondamentale il riconoscimento delle associazioni delle nuove professioni. In questo sistema “duale” delineato dalla legge, a professioni tradizionali esercitabili solo dopo il superamento di un esame di Stato si affiancano quindi professioni nuove. Ma per cogliere fino in fondo le possibilità offerte da questo approccio chiediamo sia prevista la possibilità di una collaborazione paritaria fra professionisti regolamentati e non, all’interno delle società multiprofessionali; consentendo quindi anche a chi non fa parte di un ordine di parteciparvi e di esercitare la propria professionalità qualora non sia regolamentata per legge”.

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Altra richiesta che CNA In Proprio presenterà ai due parlamentari è quella di dar vita a tavoli di consultazione dove siano accreditati e riconosciuti in modo paritetico rappresentanti di professioni tutelate da albi, ordini e collegi così come rappresentanti di associazioni o professionisti esponenti delle nuove professioni non regolamentate.

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