Economia: rallenta la crescita in Emilia-Romagna, fatturato immobile

Economia: rallenta la crescita in Emilia-Romagna, fatturato immobile

Economia: rallenta la crescita in Emilia-Romagna, fatturato immobile

Rallenta la ripresa economica in Emilia-Romagna. Lo rivela "Trender", indagine promossa da Cna e Banche di credito cooperativo, sui dati del secondo semestre 2007. L'incremento del PIL è stato, peraltro, più sostenuto di quello nazionale (+1,8%) il fatturato totale (+0,2% rispetto allo stesso periodo del 2006) arresta la sua crescita, attribuibile quasi esclusivamente al primo semestre 2007. Aumentano gli investimenti, che nella seconda metà dell'anno sono saliti del12%.

 

In Emilia Romagna, dunque, indebolimento moderato. Per le micro e piccole imprese, l'anno si è chiuso all'insegna della stabilità: è cresciuto, se pur di poco, il fatturato totale, mentre si è confermata la crescita della domanda conto terzi. In calo l'export; mentre, in contro tendenza con altri indicatori, si è registrato un forte incremento degli investimenti. Tra i settori, le performance migliori per legno e meccanica. Tra le province, spiccano i risultati di Rimini.

 

Questo il quadro che emerge dalla rilevazione del secondo semestre 2007 effettuata da TrendER, l'Osservatorio congiunturale sulla micro e piccola impresa dell'Emilia Romagna, realizzato da CNA e Banche di Credito Cooperativo, con la collaborazione tecnico scientifica di Istat che ha elaborato i dati amministrativi di un campione di 5.040 imprese, rappresentativo dell'universo di aziende fino a 19 addetti della regione negli 8 settori indagati (alimentari, costruzioni e impiantistica, legno, metalmeccanico, riparazioni veicoli, sistema moda, trasporti e comunicazioni).

 

I risultati sono stati presentati nel corso di una iniziativa svoltasi questa mattina presso la Torre CNA a Bologna; analizzati e commentati dall'economista Giovanni Dini, Direttore del Centro Studi Sistema, Guido Caselli Direttore area studio di Unioncamere Emilia Romagna, il segretario regionale CNA Gabriele Morelli e il Direttore della sede RAI Emilia Romagna Fabrizio Binacchi.

La micro e piccola impresa anella seconda metà del 2007 registra una fase di stabilità: il fatturato totale (+0,2% rispetto allo stesso periodo del 2006) arresta la sua crescita, attribuibile quasi esclusivamente al primo semestre 2007 (+ 5% in linea tendenziale). Si conferma più che positiva la crescita della domanda per c/terzi (+1,9%), mentre il deciso calo dell'export (quasi -6%) segue al forte aumento del primo semestre.

 

In forte aumento gli investimenti con un ritmo estremamente sostenuto nella seconda metà dell'anno: + 12%. Crescono in misura ancora maggiore gli investimenti in macchinari e impianti (+20,6%). "La crescita degli investimenti - ha commentato il segretario CNA Gabriele Morelli - specie per quanto riguarda la componente macchinari e impianti, registrata da TrendER, testimonia la rinnovata voglia di investire delle micro e piccole imprese emiliano romagnole, confermata peraltro da altri due elementi.

 

Il primo è relativo alle domande di finanziamento relative alla legge regionale di incentivazione agli investimenti alle imprese artigiane, il cui rifinanziamento ha consentito per il 2006-2007 di dare risposta a circa 4.000 domande con 50 milioni di euto di contributi in conto interessi che hanno attivato un volano di investimenti in macchinari, impianti e immobili per oltre 500 milioni di euro. Il secondo è costituito dalla operatività dei Confidi che per il 2007 hanno garantito 13.548 finanziamenti per un importo di 845,6 milioni di euro con un incremento del 14,35% sul 2006. Tutto questo dimostra che le micro e piccole imprese sanno che la competitività è un vantaggio che si conquista ogni giorno, investendo e innovando".

 

Altro indicatore è la dinamica dei costi che nel secondo semestre 2007 resta differenziata tra le voci considerate: mentre il profilo delle spese per retribuzioni prosegue nel trend di diminuzione (cala dell'8,2%), si evidenzia invece una ripresa nella dinamica delle spese per consumi (+4,4%) risultato che, alla luce della sostanziale stabilità del fatturato, si configura come probabile effetto dell'aumento dei prezzi dell'energia e delle materie prime. Di particolare rilievo, la crescita delle spese per la formazione (+28,8%) a conferma che le imprese investono sul capitale umano, e la diminuzione delle spese per assicurazioni (-26,9%).

 

Per quanto riguarda le dinamiche dei settori, le attività manifatturiere presentano un trend ancora in crescita, ma con ritmo meno deciso rispetto al primo parte semestre (+3,8% invece di +6,9%). I livelli di fatturato raggiunti nel corso del 2007 risultano, comunque, sensibilmente superiori a quelli registrati nei due anni precedenti. Per i settori non manifatturieri (costruzioni e terziario), invece, si osserva che la dinamica tendenziale della seconda metà del 2007 cambia segno rispetto alla prima parte dell'anno e diviene negativa (-2,6% contro +4,1%) . 

 

Nel manifatturiero, la performance più brillante è quella del legno-mobile, settore che ha mantenuto anche nella seconda parte del 2007, un livello sostanzialmente pari a quelli elevati, registrati nei due semestri precedenti. Bene anche la meccanica dove prosegue la crescita tendenziale del fatturato, che pur a ritmi più contenuti, si mantiene ben superiore a quello registrato nello stesso periodo del 2006; il "sistema moda" mantiene un profilo orientato alla stabilità dei livelli di fatturato, con una seconda parte del 2007 migliore della prima.

 

Le trasformazioni alimentari continuano ad essere interessate da una forte oscillazione dei livelli di fatturato, il cui trend registra un miglioramento meno marcato di quello registrato nello stesso periodo 2006.  Nelle costruzioni, il fatturato evidenzia un'inversione di tendenza, passando da una fase di moderata ma sistematica crescita, ad una di decisa diminuzione (circa -7% rispetto allo stesso semestre 2006).

 

Nel terziario, rallenta la crescita del fatturato nei servizi alla persona (+2.2% rispetto al 6,2% del primo semestre) mentre nei trasporti aumenta (+3,6% contro +2,7% della prima parte dell'anno). Le difficoltà incontrate nella seconda parte dell'anno dal settore delle riparazioni di veicoli annullano l'effetto della piccola ripresa della prima parte dell'anno.

 

Relativamente alle dinamiche territoriali emergono differenziazioni non irrilevanti confrontando  la dinamica del fatturato totale nei territori provinciali. A fine 2007, ai primi posti per livello di fatturato, si collocano le province di Ferrrara, Forlì-Cesena, Parma, Piacenza e Rimini. La seconda parte dell'anno conferma che le dinamiche del fatturato meno soggette a fluttuazioni sono quelle delle province di Bologna, Modena, Reggio Emilia, Forlì-Cesena; all'opposto, le oscillazioni semestrali del fatturato sono più marcate a Piacenza, Parma, Ferrara, Ravenna e Rimini. Il trend del fatturato nel secondo semestre 2007 è ancora in crescita solo a Rimini, che si dimostra la provincia che ottiene la performance migliore.

 

In calo, ma ancora largamente positivo, il dato dell'andamento del fatturato registrato dalle province di Bologna, Ferrara e Forlì-Cesena. Stabile il dato rilevato a Parma e Piacenza; in netto calo quello di Modena, Reggio Emilia e Ravenna. Gli investimenti risultano tendenzialmente in crescita in quasi tutte le province. Chiudono il 2007 con il segno meno solo Parma e Forlì-Cesena. Parma registra un'intensificazione del trend di ridimensionamento in atto da tempo, mentre a Forlì-Cesena, c'è una situazione di sostanziale stabilità con lieve inflessione negativa, che segue una fase espansiva.

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