Edilizia residenziale sociale, sì alla partecipazione della Regione ai fondi immobiliari chiusi

Edilizia residenziale sociale, sì alla partecipazione della Regione ai fondi immobiliari chiusi

BOLOGNA - L'Aula ha approvato (favorevoli: pd, idv, sel-verdi, fds, mov.5 stelle; ast pdl, lega nord, udc) il progetto di legge proposto dalla Giunta regionale che "disciplina la partecipazione della Regione ai fondi immobiliari chiusi per il sostegno dell'edilizia residenziale sociale".

Accolti i quattro emendamenti "tecnici" proposti dall'assessore alle attività produttive, Giancarlo Muzzarelli, respinti i 15 emendamenti avanzati da Giovanni Favia del movimento 5 stelle quasi tutti relativi all'articolo che detta le modalità e i criteri per la partecipazione della Regione.

 

"La costituzione e la diffusione di fondi immobiliari chiusi con l'intervento di soggetti privati, delle fondazioni bancarie in raccordo con le autonomie locali, - ha precisato Gabriele Ferrari, relatore del progetto di legge -, rappresenta una grande opportunità per convogliare sull'edilizia residenziale sociale risorse di rilevante entità e per favorire e rafforzare la collaborazione tra pubblico e privato".

 

La norma autorizza la Regione a sottoscrivere quote di capitali di fondi immobiliari chiusi aventi come finalità prioritaria la realizzazione di alloggi di edilizia residenziale sociale da offrire alle famiglie a condizioni più convenienti di quelle offerte dal mercato e - ha precisato Ferrari - trae origine dal piano nazionale di edilizia abitativa cercando nello stesso tempo di rafforzare quanto previsto nel Piano territoriale regionale per favorire iniziative volte al recupero e alla riqualificazione del patrimonio abitativo e la costruzione di nuove abitazioni nell'ambito delle previsioni dei piani urbanistici.


La Regione potrà sottoscrivere quote di capitale dei fondi sia con apporti di denaro, sia conferendo beni immobiliari. Oltre a dover contemplare nelle proprie ‘politiche di gestione' la realizzazione di alloggi di edilizia residenziale sociale, i fondi immobiliari chiusi cui può partecipare la Regione debbono essere istituiti da una società di gestione del risparmio (sgr) autorizzata dalla Banca d'Italia  e dopo  aver incaricato l'advisor tecnico. Altro requisito è il vincolo di impiego delle risorse conferite dalla Regione per la realizzazione di interventi nel territorio regionale.

 

Per la selezione dei Fondi chiusi cui la Regione aderirà è previsto l'obbligo della procedura di evidenza pubblica nella quale si terranno in considerazione in particolare elementi quali la quota di investimento immobiliare destinata all'edilizia residenziale sociale, il rendimento sul valore del fondo, i canoni di locazione applicati agli alloggi di edilizia residenziale sociale. I fondi chiusi selezionati - stabilisce la legge - dovranno poi impegnarsi ad indirizzare la propria attività tenendo conto delle esigenze connesse al contenimento del consumo di territorio, privilegiando interventi di recupero e di riqualificazione urbana, oltre all'utilizzo del patrimonio immobiliare invenduto, e facendo ricorso a tecniche costruttive a basso consumo di energia e a basso impatto ambientale.

 

Nella nuova norma è prevista la possibilità che l'amministrazione regionale fornisca assistenza tecnica agli enti locali interessati a sottoporre i relativi programmi di intervento di edilizia residenziale sociale al finanziamento dei fondi immobiliari chiusi partecipati dalla Regione.

 

IL DIBATTITO

 

Andrea Pollastri (pdl) ha parlato di provvedimento di una certa rilevanza, teso ad "attrezzare" la Regione in modo da cogliere l'opportunità dei finanziamenti messi a disposizione del Fondo investimenti per l'abitare in attuazione del Piano Casa promosso dal Governo "per favorire il recupero del patrimonio abitativo". Nel ricordare gli emendamenti da lui presentati in commissione, tutti accolti, ha in particolare ricordato quello che attribuisce alla commissione assembleare competente possibilità di controllo sull'andamento annuale delle attività svolte dai Fondi.

 

Per Marco Lombardi (pdl) il provvedimento "è un buon esempio di politica al servizio dei cittadini, corretto dal punto di svista istituzionale in quanto - ha detto - stiamo dando attuazione a una norma nazionale del Piano Casa che ci permette con i fondi immobiliari chiusi di intervenire in favore di una tipologia di cittadini che sta soffrendo particolarmente la crisi. "Si tratta di una iniziativa legislativa lodevole nelle intenzioni - ha detto - e la Giunta dovrebbe riconoscere che sta dando attuazione ad un buon provvedimento del Governo". Lombardi ha tra l'altro giudicato interessante la possibilità prevista dalla norma di fornire consulenza tecnica ai piccoli comuni sui programmi di investimento oggetto dei fondi partecipati dalla Regione.

 

Giudizio positivo è arrivato anche da Manes Bernardini (lega nord) che ha evidenziato la necessità di realizzare programmi di riqualificazione urbana e di attivare capitali privati per ridurre i rischi di coloro che vivono l'emergenza della casa. Auspico - ha detto - che le linee guida che fanno da sfondo al provvedimento come l'uso del patrimonio immobiliare invenduto e l'utilizzo di tecniche a basso impatto ambientale siano seguite e che la nuova norma, con la quale si arriva "un po' lunghi" rispetto ad altre Regioni che hanno già deliberato in materia, vada veramente ad incidere in quella fascia di domanda mostra di averne bisogno.

 

"Non entusiasta" si è invece dichiarato Giovanni Favia (mov5stelle). "Se il provvedimento sarà giusto - ha precisato - lo vedremo dal bando con il quale saranno selezionati i fondi". A suo giudizio infatti  la legge detta indicatori generali, ma - ha obiettato - "non c'è garanzia che non si verifichi un'ennesima colata di cemento sul territorio regionale". La legge, ha poi chiarito, si basa sull'housing sociale che è strumento "non più adeguato" con il quale "si giustifica la cementificazione" e si "alimenta la bolla del mercato immobiliare, che invece si potrebbe calmierare senza costruire nuovi alloggi". Favia ha anche precisato che al momento nulla osta ad un parere favorevole al dispositivo riservandosi di esprimere un voto contrario al bando, nel momento in cui sarà sottoposto al voto dell'Aula, qualora non lo soddisfi.

 

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L'assessore Gian Carlo Muzzarelli ha precisato che la nuova norma interviene in un preciso segmento della filiera dell'abitare in un momento di particolare difficoltà del sistema Paese in cui - ha detto - la forbice sociale si sta allargando creando non pochi problemi". L'assessore ha poi segnalato che nella nostra regione la popolazione aumenta e il tema della casa è centrale. "Dobbiamo provare a dare una mano alle famiglie che hanno un problema reale a reggere il costo degli affitti di mercato". Il tutto con un'attenzione al comparto "inchiodato" delle costruzioni che deve cambiare assetto per realizzare case moderne, evolute dal punto di vista energetico. Il provvedimento tenta di fornire risposte stimolando l'economia e provando a dare certezza ai soggetti che si mettono in campo, ha detto, cercando di valorizzare le imprese serie e le fondazioni bancarie a vantaggio dell'intero sistema regionale.

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