Elezioni, nel Pd già si sgomita per le candidature in parlamento

Elezioni, nel Pd già si sgomita per le candidature in parlamento

Due mesi o poco più. I tempi sono strettissimi per i dirigenti del partito democratico che dovranno in queste settimane far quadrare il cerchio delle candidature al parlamento per le elezioni del 13-14 aprile. Tutto verrà deciso dalle segreterie, ma nel frattempo il partito dei Veltroni deve ancora eleggere i coordinatori provinciali del partito. Già si sgomita tra deputati e senatori in carica fino a pochi giorni fa, a caccia di una conferma difficile da ottenere.


Il primo scoglio da superare è quello delle primarie. Vengono invocate a gran voce dagli ‘integralisti’ della partecipazione, ma i tempi sono troppo stretti per organizzarle. Più probabile che si proceda ad una consultazione tra i dirigenti (dai circoli fino ai direttivi) del nuovo partito per scegliere i candidati locali da inserire nei primi 17-18 posti della lista regionale per la Camera, ossia tra coloro che hanno la matematica certezza di essere eletti, e tra i 7-8 candidati ‘certi’ per il Senato.


Chi muove le pedine sul delicato scacchiere delle candidatura, dovrà però tenere conto del contesto regionale, delle ‘correnti’, ossia di coloro che alle primarie per il Pd sono stati eletti a sostegno di Rosy Bindi, di Enrico Letta e delle varie liste a sostegno di Veltroni.


Procedere ad una scelta che prescinde dalle primarie o che metterà in campo candidati unici, potrebbe avere effetti poco edificanti per il nuovo partito, che è nato proprio dalla consultazione popolare e che ha fatto delle primarie il proprio marchio di fabbrica.


Venendo ai nomi, questi sono giorni e ore di febbrili trattative. Sembra ormai scontato che in lista ci sarà l’attuale assessore regionale alla Sanità, Giovanni Bissoni, assieme al sindaco di Imola Massimo Marchignoli e all’ex assessore regionale alla Scuola e vice ministro della pubblica istruzione Mariangela Bastico. Quest’ultima è pressochè certa di essere presente soprattutto per avere il merito di essere donna; ed è noto quanto il Pd tenga ad offrire agli elettori un’immagine di equa rappresentanza dei due sessi.


E’ pressochè scontato che nelle liste per Camera e Senato troveranno spazio Pierluigi Bersani, Pierluigi Castagnetti, Dario Franceschini e Maurizio Migliavacchia, protagonista della politica nazionale ma tutti emiliani. Dieci sono i deputati che dopo il primo mandato sono a caccia di una conferma. Si tratta di Antonio La Forgia, Ivano Miglioli, Donata Lenzi, Maino Marchi, Giuliano Pedulli, Sergio Gentili, Manuela Ghizzoni, Giuseppe Chicchi, Sandro Brandolini ed Ermanno Vichi.

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Per alcuni di loro questa odiata legge elettorale fu nel 2006 il lasciapassare per una candidadura alla Camera che sarebbe stata probabilmente impossibile se fosse dovuta passare al vaglio degli iscritti ai vecchi partiti. L’ondata di rinnovamento che sta investendo il centrosinistra e l’eventuale utilizzo delle primarie per la scelta dei candidati, potrebbe mettere a rischio un loro ricandidatura. Del resto non si era detto che le candidature automatiche e non ispirate da principi di competenza dovevano essere solo un ricordo?


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