Emergenza Po, rientra l'allarme. Ora è caccia ai soldi per la bonifica

Emergenza Po, rientra l'allarme. Ora è caccia ai soldi per la bonifica

Emergenza Po, rientra l'allarme. Ora è caccia ai soldi per la bonifica

ROMA - Il Consiglio dei ministri ha dichiarato lo stato d'emergenza per lo sversamento di materiale inquinante nel fiume Lambro. Al fine di consentire il proseguimento delle operazioni di protezione civile per la messa in sicurezza di alcune grandi dighe, e' stato prorogato il relativo stato d'emergenza gia' dichiarato. Intanto la Protezione civile regionale ha deciso di far scendere il livello di guardia dal preallarme alla soglia di attenzione.

 

La notizia rimbalza da Ferrara, dove nel pomeriggio di lunedì si e' tenuta in Prefettura riunione  per un ulteriore aggiornamento della situazione del fiume. La decisione, sottolinea la Provincia in una nota, e' confortata anche dagli ultimi risultati delle analisi dell'acqua compiute da Hera, che alle 15 del pomeriggio davano valori di 0.058, abbondantemente al disotto della soglia di un milligrammo per litro, come del resto tutte le rilevazioni fin qui eseguite. Una situazione che da ora rende possibile anche una diminuzione del numero dei rilevamenti.

 

Una situazione "migliore" rispetto a quella di giovedi' scorso, "ma serve fare un salto di qualita' nel sistema di governance del bacino del Po". E' il presidente della Regione Emilia- Romagna Vasco Errani a manifestare la necessita' di "affrontare a livello nazionale" il sistema Po. "Il lavoro fatto ha dato esiti positivi", e' l'opinione di Errani il quale ribadisce come "sia stato tolto lo stato di attenzione nel delta", ormai fuori pericolo inquinamento, annunciando comunque l'istituzione di una cabina di regia per la bonifica con sede informale a Piacenza.

 

"Bisogna affrontare a livello nazionale il sistema di governance di tutto il bacino del Po- sottolinea il presidente- come affrontare i rischi dell'inquinamento nel fiume anche dal punto di vista tecnologico e piani d'emergenza da studiare per verificare il sistema dei depositi all'interno del bacino per capire in tempo reale e avere certezza su quanto e quale materiale e' stato stoccato, questioni decisive in caso di incidente".

 

Da questa emergenza Errani ritiene prioritario "fare un salto di qualita' in questa direzione" mettendosi in stato d'attesa per lo studio e le scelte di bonifica, "cosa irrinunciabile- riferisce il presidente- e che deve essere fatta  tempestivamente". Una bonifica che, pero', "e' in capo al Governo e noi abbiamo fatto di piu' rispetto alle nostre competenze".

 

Secondo i dati usciti da palazzo Scotti, pare che ad Isola Serafini, la barriera che ha tenuto di piu' l'impatto con la massa oleosa proveniente da Monza, siano stati recuperate 379 tonnellate di gasolio, 150 tonnellate di ramaglie, mentre 60 tonnellate sono evaporate.

 

E ancora Errani: "Stiamo valutando come Regione Emilia-Romagna di costituirci parte civile e abbiamo ormai anticipato un milione di euro per la gestione di questa emergenza. Adesso attendiamo le risposte del Governo per coprire cio' che gia' abbiamo speso e sopratutto a garantire la bonifica". Cosi' a Reggio Emilia il presidente della Regione Vasco Errani interviene sulla vicenda dell'inquinamento del Po, dopo il passaggio dell'onda nera di idrocarburi confluita nei giorni scorsi nel "grande fiume" dal Lambro.

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