Emergenza profughi, l'Emilia-Romagna ne accoglierà quasi 4mila

Emergenza profughi, l'Emilia-Romagna ne accoglierà quasi 4mila

Emergenza profughi, l'Emilia-Romagna ne accoglierà quasi 4mila

La Regione Emilia-Romagna, che ha una popolazione complessiva di circa 4.860.000 residenti (il 7,7% della popolazione nazionale), accoglierà complessivamente, seppure in modo progressivo, 3850 profughi provenienti dal Nord Africa. E' questa l'indicazione del Piano nazionale, le cui linee guida individuano un criterio di "equa e contestuale" ripartizione dei rifugiati fra tutte le regioni (escluso l'Abruzzo), in modo proporzionale (un rifugiato ogni 1.260 abitanti) rispetto alla popolazione residente


Lo ha evidenziato l'assessore regionale alla Protezione civile, illustrando in aula una comunicazione della Giunta sulle prime misure di accoglienza dei profughi nordafricani in Emilia-Romagna. L'assegnazione complessiva alla nostra regione, sulla base delle indicazioni del Piano, sarà suddivisa in cinque step successivi di 770 rifugiati ciascuno, che coinvolgeranno tutte le province, - ha specificato l'assessore - in fasi temporali diversificate e proporzionalmente alla popolazione.


Da venerdì 15 aprile 2011 ci sono state tre assegnazioni successive di 102, 35 e 53 migranti beneficiari dell'art.20 del Testo unico sull'immigrazione, che consente ai cittadini dei Paesi nordafricani, affluiti nel territorio nazionale dal primo gennaio alla mezzanotte del 5 aprile 2011, un permesso di soggiorno per motivi umanitari della durata di sei mesi, prevedendo l'accoglienza nei territori per chi decidesse di rimanere in Italia.

 

Alla data del 6 aprile - ha aggiunto - i rifugiati presenti nel territorio nazionale erano oltre 25.800, di cui 23.500 di nazionalità tunisina, di cui oltre il 70% ha rappresentato la volontà di ricongiugimento e transito verso altri Paesi europei e i restanti 2.300 profughi e richiedenti asilo.

 

Alle tre assegnazioni citate, pari a 190 migranti, si aggiungono 30 minori, di cui 21 rivelatisi maggiorenni, e 48 persone provenienti dai CIE, per un totale di 268 migranti. Al momento, le presenze aggiornate nei CIE - ha detto l'assessore - sono pari a 171 persone.

 

I minori stranieri non accompagnati sono esclusi dal conteggio del Piano nazionale, ma inclusi ai fini delle assegnazioni di risorse, in quanto ospitati dall'apposita rete di accoglienza dei Comuni presente in tutto il territorio nazionale, secondo i medesimi meccanismi di riparto attivati per gli adulti.


Il 7 aprile, inoltre, in Regione Emilia-Romagna si è formalizzata la costituzione di una Cabina di regia istituzionale, per individuare linee di indirizzo e di intervento e per coordinare le azioni da intraprendere, guidata dal Presidente della Giunta o, su sua delega, dal Sottosegretario alla Presidenza, e composta dagli assessori regionali con delega rispettivamente alla protezione civile ed ai servizi sociali, dai Presidenti delle Province, dai Sindaci dei Comuni capoluogo e di quelli con più di 50.000 abitanti e dai rappresentanti delle sezioni regionali di ANCI, UNCEM e UPI, ed in stretto raccordo con la Prefettura del Comune capoluogo.


La distribuzione della quota assegnata alla nostra regione è stata prevista in maniera proporzionale fra tutte le province, con qualche correttivo rispetto ai numeri comunicati inizialmente dalla Cabina di regia, dato che si è data preferenza a strutture di immediata disponibilità e che richiedevano il minimo impegno finanziario per l'allestimento.


La suddivisione tra le regioni di migranti beneficiari dell'art.20 sarebbe, secondo l'assessore, in via d'esaurimento, anche per gli effetti dell'Accordo sottoscritto dai Governi italiano e tunisino, in questi giorni, tuttavia, sarebbero stati confermati altri sbarchi di persone provenienti da Libia e dal Corno d'Africa: i nuovi arrivi, secondo la stima fatta a livello nazionale, si attesterebbero a circa 4.000, ancora in attesa di conferma.


Sulla base di quanto riferito nell'ultima riunione della Cabina di regia del 21 aprile 2011, i problemi più rilevanti da mettere a punto con il Dipartimento nazionale di Protezione civile sono: la definizione di un corrispettivo economico adeguato per vitto, alloggio e assistenza pari a € 50 a persona; l'individuazione di uno standard di servizi per coloro che vedranno riconosciuto il loro stato di profugo; l'individuazione di una linea di comportamento uniforme rispetto a chi, munito di autorizzazione ex art.20, si presenterà autonomamente per essere assistito nei Comuni emiliano-romagnoli.
La Regione - ha concluso l'assessore - "sta quindi mantenendo gli impegni e gestendo una situazione straordinaria nella normalità", con la dovuta attenzione alla "qualità dell'accoglienza", che "vede l'intera comunità regionale, pubblico e privato, gli Enti ecclesiastici, coinvolta e disponibile".

 

 

IL DIBATTITO

Al nutrito dibattito, svoltosi dopo l'illustrazione della comunicazione, hanno partecipato consiglieri dei gruppi fds, pd, pdl, ln, sel-verdi, mov 5stelle e udc. 

"Soddisfazione" per il ruolo di "leale collaborazione ed assunzione di reciproca responsabilità" svolto dal sistema Regioni nella gestione degli effetti dell'attuale momento storico, è stata espressa dal gruppo fds, che, tuttavia, avrebbe privilegiato un "diverso approccio" alla situazione, affidandone la gestione, in prima istanza, al sistema della protezione sociale, piuttosto che alla Protezione civile, che, comunque, ha agito in modo encomiabile. La Regione si è mossa come doveva nei confronti di persone in fuga dai loro Paesi, - ha detto un altro consigliere del gruppo - ma qui assistiamo ad un "festival dell'ipocrisia", con il pd "più realista del re". Si fa finta di non vedere che sono le guerre a determinare queste migrazioni e che certamente la guerra alla Libia, dichiarata anche dall'Italia, avrà conseguenze sui processi migratori.

Tre gli interventi da parte di consiglieri del pd: dopo il "grandissimo apprezzamento", espresso da tutti, sulla comunicazione "coerente e concreta" e sul ruolo svolto dal Presidente della Regione, sia a livello nazionale, che locale per garantire l'accoglienza, il primo esponente ha posto l'attenzione sulla necessità di indurre il Governo nazionale a costruire quella strumentazione capace di affrontare con coerenza e responsabilità queste situazioni, senza alimentare, come ha fatto, il clima di sospetto e di paura, di cui non c'era bisogno di fronte a "numeri non straordinari". E' una questione di fondo - ha detto - che riguarda la gestione dei fenomeni immigratori con cognizione di causa, ma anche in una logica di corresponsabilità con l'Europa, costruendo una griglia comune e condivisa. Il Paese non può risolvere tutto da solo, - ha sottolineato un altro consigliere - tuttavia l'Italia, in questo momento, non sta svolgendo alcun ruolo internazionale di rilievo ed anzi il Governo appare sempre più spaccato di fronte alla decisione di bombardare in Libia. L'appello è a non lasciare soli i ragazzi delle piazze del Medio Oriente e a fare in modo che "i processi democratici trovino una sponda" perché ai regimi non si sostituiscano altri regimi o l'integralismo.

Il consigliere ha poi parlato di "debolezza clamorosa" del Governo: il ministro Maroni ha fatto bene a chiedere aiuto all'Europa, ma non può scordare che fa parte di un partito che "insulta" la UE da anni e che, negli ultimi tempi, molti Paesi europei sono governati da partiti di destra, che prendono posizioni più radicali e che quindi hanno "risposto picche" all'Italia. E' evidente - ha detto il terzo rappresentante del pd - che lo strumento militare non è una risposta esaustiva alla situazione creatasi nel Mediterraneo, lo sforzo che devono attivare soprattutto i Paesi della UE è quello di avviare uno slancio verso lo sviluppo economico dei Paesi nordafricani, concorrendo a risolvere in positivo le aspirazioni legittime di quelle popolazioni. La soluzione militare non basta, - ha aggiunto, citando la ricorrenza del 25 aprile - bisogna tuttavia ricordare che se le truppe alleate non avessero soccorso l'Italia, oggi forse non saremmo qui. La pace è un obiettivo comune, ma è altrettanto evidente che per costruire scenari di pace bisogna risolvere la questione determinata dalla presenza di regimi come quello di Gheddafi.

Due gli interventi del gruppo pdl: il senso di responsabilità deve essere bipartisan, - ha detto il primo consigliere - se il Governo ha enfatizzato il problema, come affermano certi consiglieri, la sinistra ha usato la clava della strumentalizzazione in senso contrario. Il fatto vero è che l'esecutivo nazionale è stato all'altezza di gestire il problema, determinato da 20.000 immigrati arrivati praticamente all'improvviso su una piccola isola come Lampedusa. Dire che si è voluto esasperare il problema è quindi sbagliato, anche perché bisogna avere la dimensione del fenomeno, che non è fatto solo di rifugiati o immigrati regolari. Vorremmo capire, infatti, come sia possibile per queste persone trovare somme così cospicue, si parla di 5000 dollari o euro, per un passaggio.Il Governo ha quindi fatto tutto quello che doveva fare, con la collaborazione delle Regioni, ma è evidente che questo tema non dovrebbe essere occasione di scontro politico.
Critico nei confronti dell'udc sui rapporti dell'Italia con la Libia, "l'ipocrisia sui rapporti con la Libia mi lascia perplesso", visto che - ha sottolineato il secondo consigliere pdl - l'Italia ha come fonti energetiche privilegiate quelle libiche e quelle russe. Con i governati di questi Paesi bisogna trattare e bisogna seriamente considerare quali scenari si prospetteranno. Accusare quindi il Governo di aver fatto quello che doveva fare è strumentale, soprattutto se si considera che è difficile bloccare fenomeni migratori rilevanti, in particolare se questi ricevono improvvise acccelerazioni.

"L'Europa ci ha lasciati soli". Lo ha detto l'esponente della lega nord, ricordando che in Tunisia non c'è la guerra. Per questo le persone arrivate da quel paese possono tornarvi senza pericoli. L'Italia non può accogliere tutti, soprattutto nello status di rifugiati che può durare tutta la vita. Dobbiamo stare con i piedi per terra e valutare le risorse a disposizione: prima vengono le esigenze dei nostri connazionali, soprattutto quelli delle fasce più a rischio, a partire dagli anziani. La lega - ha aggiunto - è contraria alla guerra alla Libia, per le possibili ripercussioni, ma anche per i rilevanti costi. E poi - ha concluso - "controlli, controlli controlli su chi chiede asilo politico".

L'iniziativa assunta sotto l'egida dell'ONU si sta trasformando in una vera e propria guerra - ha detto un consigliere del gruppo sel-verdi - ed io sono contrario alla guerra. Su questo argomento non si scherza: se anche la lega è contraria faccia meno chiacchiere ed esca dal Governo. Al di là delle ragioni morali e legali, c'è una valutazione politica a favore dell'accoglienza, che non è solo un problema italiano, ma europeo. Il Governo italiano, a lungo vittima della propria propaganda anti europea ed anti immigratoria, alla fine è rimasto prigioniero di questo fenomeno, del tutto gestibile, arrivando in ritardo ed assumendo misure minimali.

Il gruppo 5 stelle, in due interventi, ha detto di condividere la relazione dell'assessore, ha auspicato che non venga confuso il problema dei rifugiati con quello dei clandestini ed ha evidenziato di provare "schifo" di fronte ai Governi che usano le armi e che provocano morti civili. Sarebbe poi ipocrita non evidenziare che i tiranni di questi Paesi sono stati da sempre foraggiati dall'Italia e dall'Europa per i più svariati interessi.

Prendere atto degli errori in politica estera del Governo nazionale, che non ha saputo bloccare gli sbarchi. E' quello che chiede il gruppo udc, evidenziando che Maroni non ha messo in atto politiche di respingimento. Chi si era illuso che, con la lega al governo, il fenomeno dell'immigrazione clandestina si ridimensionasse è rimasto deluso, visto che il problema c'è ed esiste. Oltre a rivolgere apprezzamento alla Regione per come ha gestito la situazione, il consigliere ha auspicato che venga garantita la sicurezza della popolazione italiana e che vengano destinate risorse agli Enti locali, in modo che non siano questi ultimi a pagare per politiche non adeguate. 

 

IL PRESIDENTE DELLA REGIONE

Questa esperienza deve servire a farci crescere tutti insieme e a stare fuori dalle polemiche. Lo ha detto il Presidente della Regione, evidenziando che la situazione creatasi a Lampedusa, a suo avviso, è l'esempio di come un atteggiamento ideologico può condurre a problemi oggettivi, che si sarebbero evitati se si fosse attivata da subito la strada dei permessi transitori.
Questo la dice lunga su come si dovranno affrontare in futuro le stesse situazioni evitando atteggiamenti ideologici ed imparando da questa esperienza.
Il Presidente si è poi detto "orgoglioso" di aver contribuito a risolvere il problema, costruendo accordi importanti con il Governo, ed ha aggiunto che le norme internazionali vanno rispettate: i respingimenti collettivi, infatti, non possono essere fatti perché si infrangerebbero accordi ONU, UE e bilaterali con i Paesi coinvolti. Creare l'illusione che possano essere attivate iniziative di questo genere sarebbe grave. Non abbiamo ancora avuto la possibilità - ha aggiunto - di leggere ciò che sta accadendo in Nord Africa, siamo di fronte a qualcosa di radicalmente nuovo, che ha trovato impreparate le cancellerie europeee che si aspettavano evoluzioni politiche diverse. Per questo bisogna apprestare iniziative politiche del mondo che vadano anche oltre il G20, creando un nuovo rapporto di sviluppo per quei paesi. Nuove iniziative, quindi, che facciano fare soprattutto un salto di qualità all'Europa, che ancora non ha una politica estera, né una politica sull'immigrazione comuni, ma che ha bisogno anche di una maggiore relazionalità fra i Paesi membri e di un cambiamento di atteggiamento.

Commenti (3)

  • Avatar anonimo di saw
    saw

    Vergognatevi tutti ma si dai aiutiamoli tanto vedrete che riconoscenza avremo da parte loro.......poverini mi spiace ma io userei le tecniche spagnole.....scommetto che ne arriverebbero meno .........poi farei rispettare le regole ,lavorare se si vuole mangiare e avere una casa se no .........fura di....grande Bossi

  • Avatar anonimo di alessandrat
    alessandrat

    in poche parole è uno schifo.. sempre peggio!!!!

  • Avatar anonimo di MirkoM
    MirkoM

    E si continua a chiamarla profughi sta masnada di nord'africani che sbarca in questo modo? Se si deve PER FORZA accogliere profughi di guerre, perchè non si mandano due o tre mega navi cargo a prelevarli la sul posto con le debite prassi di regolarità? "Venghino Venghino" che è qui la festa! :d

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