Emergenza profughi, Maroni: "Via libera ai permessi per l'Europa''

Emergenza profughi, Maroni: "Via libera ai permessi per l'Europa''

Emergenza profughi, Maroni: "Via libera ai permessi per l'Europa''

ROMA - Dall'inizio dell'anno in Italia sono arrivate 25.867 persone in 390 sbarchi". E' quanto ha affermato il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, nel corso dell'informativa urgente sull'immigrazione alla Camera. Il titolare del Viminale ha confermato la volontà del governo di imboccare la strada dei permessi di soggiorno a tempo, annunciando che il decreto sarà firmato giovedì. "La stragante maggioranza ha chiesto di andare in un altro Paese europeo", ha aggiunto.

 

Maroni ha chiarito che "i permessi non saranno rilasciati ai soggetti socialmente pericolosi, a chi è destinatario di provvedimento di espulsione, a chi risulti denunciato per una serie di reati". Il ministro dell'Interno ha poi criticato "l'atteggiamento di ostilità" della Francia nei confronti dell'Italia sul fronte dell'immigrazione, che ha messo in campo misure rigidissime per "limitare" l'ingresso dei profughi dallo Stivale. L'emergenza, ha aggiunto, è destinata a crescre.

 

Ci sono segnali, ha aggiunto il titolare del Viminale, "che ci fanno pensare che possa intensificarsi il flusso di persone provenienti da paesi subsahariani, che fuggono da guerre e terribili condizioni umane e possono esser ricomprese nella categoria dei profughi". Libia in primis. "La partenze - ha aggiunto Maroni - avvengono dalle stesse località dalle quali avvenivano fino al maggio del 2009", poi "interrotte dall'accordo con la Libia".

 

Quanto all'accordo siglato a Tunisi, si prevede che "tutti i tunisini che arriveranno dalla firma dell'intesa in avanti saranno rimpatriati. Sulla carta l'accordo c'è: si tratta ora di farlo applicare, per questo il governo ha costituito un gruppo di lavoro che segue le procedure". Maroni ha anche attaccato la politica dell'Europa: "Non può continuare un sistema che vede i Paesi rivieraschi lasciati soli a gestire con i singoli Stati della sponda Sud del Mediterraneo".

 

Per il ministro servono accordi bilaterali tra Ue e i Paesi nordafricani. In merito alla distribuzione dei profughi su tutto il territorio nazionale, Maroni ha chiarito che la novità "è il passaggio dalla fase acuta dell'emergenza a quella della programmazione condivisa che coinvolge la protezione civile, le regioni, le province e i comuni".

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