"Oggi ci pensa papà": al via la campagna della Regione per il congedo parentale

La campagna, lanciata in questi giorni, offre alcune semplici indicazioni alle famiglie che accolgono un bambino per nascita, adozione o affido

Non un mammo, e nemmeno un super eroe. Solo un papà che decide di vivere in pienezza il suo ruolo, all’interno di una famiglia dove i pesi sono distribuiti meglio. “Oggi ci pensa papà”: così si chiama la campagna di promozione, realizzata dalla Regione Emilia-Romagna e finanziata dal Dipartimento delle Pari opportunità (Presidenza del Consiglio dei ministri), dei congedi per i papà, per informare e sensibilizzare le figure paterne sui congedi dal lavoro retribuiti e coperti da contributi previdenziali.

La campagna, lanciata in questi giorni, offre alcune semplici indicazioni alle famiglie che accolgono un bambino per nascita, adozione o affido. Al tempo stesso, vuole contribuire anche al superamento dello stereotipo di genere che vede le donne come principali responsabili del lavoro di cura, “sollecitando” le figure paterne a includere nelle proprie funzioni genitoriali anche la piena quotidianità dei figli. La campagna informativa e il kit dei prodotti (locandina e cartoline in italiano, inglese e arabo, scaricabili e personalizzabili dalle associazioni e dagli enti che vorranno farne uso per un’informazione più capillare) si trovano all’indirizzo https://sociale.regione.emilia-romagna.it/oggicipensapapa.

I congedi: come funzionano
L’istituto dei congedi, obbligatorio o facoltativo, è stato introdotto dalla legge  92/2012 (“Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita”), ma è ancora poco utilizzato. Il primo tipo di congedo consiste nella possibilità, da parte dei padri dipendenti del settore privato, di avvalersi entro i primi 5 mesi dall’arrivo del bambino di un giorno di congedo obbligatorio completamente retribuito e coperto da contributi previdenziali, riconosciuto anche se uno o l’altro genitore  decidono  di usufruire delle altre forme di congedo previste. Per utilizzare quest’opportunità è sufficiente comunicare per iscritto al datore di lavoro la data scelta, con almeno 15 giorni di anticipo. Il congedo facoltativo, invece, può essere richiesto da un padre dipendente del settore privato e sempre entro i primi 5 mesi dall’arrivo del bambino. In questo caso le giornate sono 2, sempre retribuite e coperte da contributi previdenziali, a patto che la mamma non utilizzi per sé le stesse giornate di congedo. Anche in questo caso la scelta deve essere comunicata per iscritto al datore di lavoro con 15 giorni di anticipo indicando le date stabilite e, a entrambi i datori di lavoro, la rinuncia al congedo per quelle giornate fatta dalla madre. Ulteriori informazioni sui congedi e sulle altre forme di tutela della genitorialità sono disponibili all’indirizzo www.regione.emilia-romagna.it/consigliere-di-parita/notizie/la-tutela-della-paternita.

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Conciliazione e lavoro, i dati Istat
Secondo un’indagine Istat del 2011 su “Conciliazione e lavoro” ogni anno, in Italia, 4 donne su 10 lasciano il lavoro per prendersi cura dei figli e una mamma occupata su 2 utilizza al congedo parentale contro il 6,9% dei papà. Quasi tre milioni e mezzo di persone occupate con figli vorrebbero cambiare l’equilibrio tra lavoro fuori casa e lavoro di cura: il 7,5% sono mamme che dedicherebbero più tempo al lavoro extradomestico, ma crescono anche i papà che desiderano trascorrere più tempo con i propri figli.

Commenti (1)

  • Mi chiedo quando qualcuno farà un iniziativa a favore di quei genitori titolari di piccole aziende che non godono di certi ditti maternità e paternità... Non vorrei che qualcuno ritenesse il mio scritto sgarbato ma onestamente io durante le mie gravidanze mi sono sentita discriminata, non ho avuto le tutele (GIUSTE E SACROSANTE) che hanno le madri dipendenti e oggi finalmente anche i padri , essere genitori è meraviglioso ognuno di noi ha il diritto di godersi un periodo spensierato con i propri pargolisenza dover pensare al rientro(forzato come nel mio caso) sul posto di lavoro, certo qualcuno se ne salterà fuori dicendo che un titolare di azienda può decidere sull' organizzazione e prendere un sostituto ...purtroppo non è così , spesso non ci si può permettere sostituti e non si può neppure stare a casa.

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