Emilia Romagna, il sottosergretario: "La Regione usa male la pillola abortiva"

Emilia Romagna, il sottosergretario: "La Regione usa male la pillola abortiva"

Emilia Romagna, il sottosergretario: "La Regione usa male la pillola abortiva"

BOLOGNA - Il ministero della Salute analizzera' i primi dati sulla Ru486, e in base a queste verifiche potrebbe anche comunicare all'Unione europea che la pillola abortiva non e' compatibile con la legge italiana. Lo dice il sottosegretario alla Saluta, Eugenia Roccella, venerdì a Bologna all'Istituto Veritatis Splendor. La pillola abortiva, dice coi cronisti, e' in contraddizione con la legge 194 "se viene utilizzata male, come purtroppo accade in Emilia-Romagna, dove e' consentito il day  hospital".

 

Il Consiglio superiore di sanita', precisa il sottosegretario, "che e' la massima autorita' sanitaria in

Italia, per ben tre volte", quindi con composizioni diverse, "ha sempre dato sulla pillola abortiva lo stesso parere". Ovvero, aggiunge, "che c'e' uguale percentuale di rischio tra aborto tradizionale e aborto chimico solo se tutto l'itinerario abortivo nei primi tre giorni viene espletato in una struttura

ospedaliera". Questa vale anche "a lume di buon senso. E' chiaro- spiega ancora Roccella- che se ci sono problemi, complicanze, emorragie possibili, un conto" e' affrontare l'aborto chimico "in ospedale, con un medico a disposizione e una struttura adeguata, un conto e' tornare a casa e dover gestire da sola eventuali complicanze e rischi".

 

La maggioranza delle Regioni ha seguito il parere del Consiglio superiore della sanita', ma "alcune Regioni, fra cui purtroppo l'Emilia-Romagna, hanno invece deciso di disattendere questo orientamento" optando per il day hospital. Ci sono motivazioni politiche nel percorso intrapreso dall'Emilia-Romagna? "Io penso di si', penso che abbia forti motivazioni politiche. Ricordo che la pillola abortiva e' entrata in questo Paese promossa da alcune Regioni".

 

Del resto, spiega il sottosegretario, la pillola abortiva "ha una difficile compatibilita' con la legge 194. La legge impone che l'aborto avvenga nelle strutture pubbliche. Con la pillola abortiva facilmente le donne vengono spinte a tornare a casa. E questo produce una prassi che modifica sostanzialmente la legge 194". E se consigli provinciali o regionali si sono schierati a favore della Ru486 ancora prima che questa venisse autorizzata, e' stato fatto perche' "si voleva promuovere una modalita' abortiva che faceva saltare i limiti della 194", come e' accaduto in Francia.

 

Il ministero della Salute puo' prendere qualche iniziativa contro le Regioni come l'Emilia-Romagna in cui c'e' questa pratica? "Noi- risponde Roccella- abbiamo scelto di avere un atteggiamento il piu' possibile di persuasione e collaborazione con le Regioni, perche' secondo noi non solo e' in gioco la legge 194 ma anche la salute delle donne". Percio', "vedremo, soprattutto con i primi dati che stanno gia' arrivando al ministero, cosa si puo' fare. Prima di tutto cercando un rapporto di collaborazione con le Regioni". (Dire)

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