Emilia-Romagna, salute: approvato il piano regionale per arginare le liste di attesa

Emilia-Romagna, salute: approvato il piano regionale per arginare le liste di attesa

Emilia-Romagna, salute: approvato il piano regionale per arginare le liste di attesa

BOLOGNA - La Commissione politiche per la salute e politiche sociali, presieduta da Monica Donini, ha espresso parere favorevole a maggioranza (sì di pd, idv, sel-vedi e fds; astenuti pdl, lega nord e 5 stelle) al Piano regionale di governo delle liste di attesa per il triennio 2010-2012. La delibera della Giunta regionale dispone che le Ausl adottino a loro volta, entro 60 giorni dall'entrata in vigore del Piano regionale, un Programma attuativo aziendale.

 

Il programma deve essere coerente con i contenuti delle disposizioni regionali da trasmettere al Tavolo di coordinamento regionale per la valutazione ai fini dell'erogazione della prima tranche di finanziamenti. Per l'anno 2011, inoltre, saranno ripartiti tra le Ausl 10 milioni di euro, "sulla base della quota di accesso alle risorse destinate al finanziamento dei livelli di assistenza", quindi per numero di abitanti della provincia e per fasce di età: € 679.523 a Piacenza, € 1.006.386 a Parma, € 1.138.786 a Reggio Emilia, € 1.531.856 a Modena, €1.987.801 a Bologna, € 297.680 a Imola, € 866.245 a Ferrara, € 899.973 a Ravenna, € 432.904 a Forlì, € 452.688 a Cesena e € 706.158 a Rimini.

 

Il 50% di queste somme verrà erogato alla presentazione del Programma attuativo aziendale, sia per la parte inerente alla specialistica ambulatoriale, che per quella dei ricoveri, mentre la restante parte sarà assegnata alla verifica del raggiungimento degli obiettivi fissati attraverso una serie di indicatori qualitativi e quantitativi. "E' un provvedimento storico, - ha detto l'assessore Carlo Lusenti - nel senso che si tratta di un'ulteriore tappa sul percorso del contenimento dei tempi di attesa sia sul piano della specialistica ambulatoriale, per la quale sono confermate le azioni già assunte dalle Asl negli anni scorsi ed i tempi massimi di attesa già definiti, sia su quello delle prestazioni di ricovero".

 

Per quanto riguarda le prestazioni ambulatoriali specialistiche, le classi di priorità sono quindi così definite: le prestazioni urgenti entro le 24 ore, le urgenti differibili entro 7 giorni, quelle programmabili entro 30 giorni per le visite e 60 per gli accertamenti diagnostici.

 

La Regione ha anche stabilito - ha aggiunto l'assessore - che tutte le prestazioni della specialistica ambulatoriale, e non solo una parte secondo la previsione nazionale, siano oggetto del monitoraggio per verificare la congruità dei tempi di attesa, puntando, tra le altre cose, su un'attività di "revisione continua" delle agende delle prenotazioni in modo da agire con rapidità rispetto a discordanze dei tempi considerate eccessive.

 

Lusenti ha posto poi l'attenzione sui numeri delle prestazioni specialistiche ambulatoriali erogate in Emilia-Romagna, che dal 2005 al 2010 da poco meno di 65 milioni sono passate ad oltre 76 milioni (al netto degli screening, del Pronto soccorso, del day service, ecc), a fronte di una popolazione residente di 4.432.439: un dato, questo, che ci fa comprendere quanto siano necessari spazi per una maggiore appropriatezza, in modo da mettere un freno al trend di crescita.

 

L'appropriatezza prescrittiva, organizzativa ed erogativa è quindi considerata uno dei temi prioritari su cui le Asl devono sviluppare interventi per governare i tempi di attesa, ma, sempre secondo il Piano regionale, serve anche puntare sulla comunicazione, perché una migliore informazione dei diritti e dei doveri e delle scelte adottate dalle Asl, in un rapporto stabile e trasparente con i cittadini, è il primo strumento per migliorare le performance dei tempi di attesa.

 

Il Piano dedica anche un capitolo all'assistenza in regime di ricovero, sia ordinario che in day hospital o day surgery, ed alle linee di intervento per il governo delle liste di attesa nel triennio. Anche in questo caso, sono considerati prioritari due temi: l'appropriatezza ed i piani di comunicazione per fornire informazioni al paziente

 

"Una novità dell'Accordo Stato-Regioni del 28 ottobre 2010 - ha poi spiegato Lusenti - riguarda anche il monitoraggio dei "percorsi diagnostico-terapeutici (PDT)" relativi all'area oncologica ed all'area cardiovascolare, il cui scopo è verificare che i pazienti con determinati problemi di salute abbiano completato il proprio percorso diagnostico terapeutico in tempi congrui: i tempi massimi di attesa per ciascun PDT non potranno superare i 30 giorni per la diagnosi clinica e 30 giorni per l'avvio di una terapia appropriata".

 

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"Il tema dell'appropriatezza - ha detto ancora l'assessore, rispondendo ad alcune domande dei consiglieri regionali - è un tema complesso, non si possono infatti utilizzare metodi coercitivi, bisogna quindi puntare su un approccio culturale al problema, anche perché siamo di fronte ad una cultura dominante incentrata sul "consumismo sanitario", dove tutto viene "medicalizzato e sanitarizzato". Gli utenti del sistema sanitario emiliano-romagnolo, inoltre, - ha aggiunto un dirigente dell'assessorato - soprattutto in certi settori diagnostici e specialistici, sono i maggori consumatori di prestazioni rispetto a quelli di altre regioni e l'Italia è in testa in Europa in quasi tutti i settori. Ragionare di appropriatezza, quindi, è indispensabile, soprattutto mettendo in pratica un lavoro culturale da fare in campo medico, come sugli utenti".

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