Enti locali: riordino territoriale, dibattito in Regione

Enti locali: riordino territoriale, dibattito in Regione

BOLOGNA - Il pdl di legge sul riordino territoriale, l'autoriforma dell'amministrazione e la razionalizzazione delle funzioni è stato al centro di un'udienza conoscitiva promossa dalle Commissioni Bilancio, presieduta da Antonio Nervegna, e Territorio, presieduta da Gian Carlo Muzzarelli. All'incontro, presieduto da Nervegna, hanno partecipato, fra gli altri, enti locali, categorie economiche, sindacati, associazioni di ambientalisti e consumatori, Ato, Agenzie per la mobilità, Comunità Montane. Presenti anche il relatore del pdl Matteo Richetti (pd) e gli assessori Luigi Gilli e Lino Zanichelli.

 

Tra le misure del testo di legge ci sono la riduzione del numero delle Comunità montane, che passeranno da 18 a 9, il superamento delle Agenzie per la mobilità, con l'adozione di forme organizzative basate sulle convenzioni tra Province e Comuni per ricercare ogni contenimento possibile degli oneri, e il superamento delle Agenzie d'Ambito (Ato), con la previsione di due livelli di intervento, uno regionale e uno locale.

 

Sulle previsioni del testo di legge relative al superamento degli Ato sono intervenuti Filippo Brandolini (Confservizi Emilia-Romagna), Rita Pareschi (lega Coop Emilia-Romagna), Ariana Bocchini (Romagna Acque). Brandolini ha rilevato, fra l'altro, che la regolazione del servizio idrico dovrebbe essere demandata ad un'Autorità terza indipendente e si dovrebbe individuare una responsabilità per le tariffe, specificando bene le funzioni di regolazione e definendo chiaramente le modalità di funzionamento della struttura organizzativa di cui la Regione si avvarrà.

 

Chiesta da Bocchini maggiore chiarezza sul ruolo della Regione come soggetto regolatore su i criteri di composizione delle tariffe idriche e più chiarezza sul superamento degli Ato, inquadrandolo in un'idea di sistema con dimensioni di area vasta. Per Pareschi le soluzioni prospettate per la riforma delle Agenzie d'ambito non recepiscono la complessità della materia che, a suo avviso, dovrebbe essere demandata ad un altro provvedimento, condiviso e partecipato.

 

Emanuele Burgin (Assessore Provincia Bo)e Stefano Carpi (Ato E-R) hanno difeso i risultati ottenuti dagli Ambiti territoriali ottimali ed hanno espresso perplessità sull'impostazione del pdl che sembrerebbe rovesciare un sistema che, attraverso la concertazione, ha garantito ai territori la regolazione di questi servizi ( investimenti, tariffe adeguate, trasparenza dell'attività dei gestori). Sull'efficienza di quanto previsto dal provvedimento per le Comunità montane hanno avanzato preoccupazioni Giovan Battista Pasini, rappresentante dell'Uncem ER, Giona Simoni, della CM del Senio, e Sergio Sabatini sindaco di Porretta. I loro interventi hanno condiviso il bisogno di contenere quelli che sono stati chiamati "i costi della politica", ma hanno anche ricordato che le Comunità hanno già subito drastici tagli dalla Finanziaria nazionale.

 

Il tema vero, hanno evidenziato, è quello del governo delle aree montane, e le proposte del pdl su questo punto non aiutano a fare chiarezza sul soggetto a cui spettano ruolo e funzioni. Nettamente contrario il parere di Massimo Castelli della CM Appennino Piacentino, che in riferimento al contenimento dei costi della politica, ha parlato di provvedimento demagogico, portando ad esempio i poco più di 3.000 euro spesi complessivamente nel 2007 dal suo ente per le sedute e i rimborsi. Castelli ha quindi chiesto una profonda revisione del testo di legge.

 

E'ora di avere coraggio, ha detto Simonetta Saliera, sindaco di Pianoro, e passare oltre, scegliendo l'opzione dello scioglimento delle Comunità Montane con l'eventuale trasformazione in unioni di Comuni. Claudio Sassi, sindaco di Grizzana Morandi, ha aggiunto che si dovrebbe premiare con giusti incentivi chi sceglie di gestire il territorio con efficienza ed efficacia ed ha anche sollecitato la Regione a concludere l'intera operazione entro la fine del 2009. Nettamente positivo il giudizio di Enrico Manicardi, dell'Upi Emilia Romagna, su un pdl che anticipa parte di riforme nazionali annunciate.

 

Manicardi ha poi auspicato che sia chiara ed univoca la scelta della Provincia come area vasta: no, ha detto, allo svolgimento del ruolo di ente territoriale da parte delle unioni di Comuni. Sulla parte del pdl relativa alla riforma delle Agenzie per la mobilità, sono intervenuti Angelo Malagoli, che ha parlato in nome di tutte, Giulio Guerrini, dell'Agenzia ATR di FC e Daniele Sitta del Comune di Modena. Sostanzialmente, tutti hanno condiviso l'impianto e le finalità del pdl ma hanno avanzato dubbi sull'efficienza di Agenzie che, come prevede il testo, vengono rese più deboli sul fronte finanziario ed equiparate ad uffici pubblici. A parere degli intervenuti sembra difficile che questa riforma, che di fatto indebolisce le Agenzie e ne annulla le capacità progettuali espresse, possa davvero far fare passi avanti alla riforma del settore, portando risparmi, servizi più efficienti e meno costosi.

 

Il problema vero per raggiungere questi obiettivi - è stato detto- è quello di proseguire in un reale processo di liberalizzazione, in politiche di integrazione dei vari mezzi di trasporto pubblico e nella promozione del suo uso da parte dei cittadini. Gianni Montali del Caipet ER (associazioni impegnate nel trasporto pubblico locale) è soddisfatto per degli assetti e dei compiti delle Agenzie, che, ha detto, vanno nella direzione da noi auspicata. Alfredo Negri, del Coordinamento regionale del Comitato utenti trasporto pubblico locale, ha espresso preoccupazione per una proposta che non è partita dal basso e dubbi sulla capacità concertativa che potranno avere i rappresentanti degli utenti.

 

Sull'esigenza di prevedere forme di partecipazione degli utenti ha insistito Tiberio Corazza, del Comitato consultivo degli utenti dell'Ato Bo, a parere del quale il cittadino viene solo marginalmente coinvolto, mentre è necessario che la gestione dell'acqua e dei rifiuti avvenga con grande consenso. Anche Giuseppe Poli di Federconsumatori, ha chiesto che nel provvedimento venga previsto il coinvolgimento, su tariffe e qualità dei servizi, degli utenti e delle associazioni dei consumatori. Il sindacato condivide e sostiene gli obiettivi del pdl, anche perché risponde al sentire comune: questo il parere di Domenico Tramonti, della Cisl regionale, che ha rappresentato anche Cgil e Uil.

 

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Il sindacalista ha condiviso, fra l'altro, l'obiettivo di affrontare la sovrapposizione delle istituzioni sul territorio, ma, ha detto, è necessario che il tutto non si esaurisca in una mera revisione del sistema, seppure necessaria, ma si accompagni a precise scelte di governance. Fra gli aspetti toccati da Tramonti, la questione del personale, che, ha detto, va garantito nei propri diritti. Per Carlo Lombardi di Confindustria, il pdl è un passo importante sulla strada della riorganizzazione dei servizi pubblici, e la cartina di tornasole della sua efficacia saranno le ricadute positive, in termini di qualità e di prezzi, sui cittadini dell'Emilia-Romagna. Con questo obiettivo, Lombardi ha sollecitato la Regione a non perdere l'occasione per introdurre una vera concorrenza tra i soggetti gestori.

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