Erba, Rosa e Olindo mano per la mano

Erba, Rosa e Olindo mano per la mano

Como – Va in archivio la prima udienza del processo relativa alla strage di Erba, iniziato martedì mattina in un'aula al piano terra del tribunale di Como. I giudici, guidati dal presidente della Corte d'assise Alessandro Bianchi, hanno valutato le diverse eccezioni delle parti, poi nel pomeriggio hanno ascoltato le ammissioni delle fonti di prova e le testimonianze su cui decideranno mercoledì mattina alle 9.


Da una parte si trovavano Olindo Romano e Rosa Bazzi, rinchiusi nella stessa cella mano per la mano, dall’altra, in prima fila, Azouz Marzouk, il tunisino che l’11 dicembre del 2006 ha perso la moglie Raffaella Castagna e il figlio Youssef, uccisi insieme a Paola Galli (nonna del bimbo) e alla vicina Valeria Cherubini.


I coniugi Romano sono arrivati in aula a bordo della stessa camionetta e hanno fatto ingresso nel tribunale dal retro. Successivamente sono stati fatti accomodare insieme in una delle due celle che si trovano alla destra del presidente della Corte d'Assise Alessandro Bianchi.


Dieci minuti sotto i flash dei fotografi: testa abbassata per Rosa Bazzi e sguardo fisso nel vuoto per Olindo Romano. Intorno alla cella si è creta una vera e propria ressa con decine di fotografi pronti a scattare un'immagine dietro le sbarre dei coniugi che continuavano ininterrottamente a stringersi la mano. Lui con una giacca verde e jeans scuri, lei Rosa in camicia bianca, piumino nero e jeans.


Al quarto banco vi era Marzouk, attualmente detenuto presso il carcere di Vigevano (in provincia di Pavia, lo stesso dell’omicidio di Garlasco) dopo l’arresto nei suoi confronti avvenuto nel dicembre 2007 per presunti reati legati al traffico di droga. Nel processo sulla strage di Erba il tunisino si è costituito parte civile e partecipa anche come testimone dell’accusa. Pertanto non potrà assistere a tutte le fasi del processo: potrà partecipare alle fasi preliminari e a quelle dopo la sua audizione come testimone. Presenti anche i membri della famiglia Castagna, che si costituiranno parte civile.


Marzouk non ha mai incrociato lo sguardo dei coniugi Romano. Dal momento in cui è entrato in aula ed è passato vicino alla cella in cui sono rinchiusi Olindo e Rosa Romano, il tunisino ha guardato altrove. Azouz si è seduto in quarta fila, vicino al suo avvocato, Roberto Propenscovino. ''Ha preferito non incrociare mai lo sguardo'', ha spiegato il legale Propenscovino.


A prender la parola per prima è stata la difesa dei coniugi Romano, chiedendo che fossero annullate le confessioni rese il 10 gennaio 2007 dai due imputati che portarono alla confessione del delitto. Secondo il pm Massimo Astori non ci sarebbero stranezze e non c’è alcuna incompatibilità perché nessuno dei due coniugi accusava l’altro.


Gli avvocati difensori hanno anche chiesto anche la nullità del decreto di differimento dei colloqui tra i due imputati e il loro difensore oltre a chiedere l’inserimento nel fascicolo degli elettroferogrammi dell’analisi del Ris perché atto irripetibile. I giudici si sono quindi riuniti in Camera di consiglio per decidere sulle eccezioni preliminari.

''Dagli esami autoptici si potrà leggere una vera e propria firma degli imputati. Un ritratto degli autori: la loro forza, la loro altezza, le caratteristiche con cui vibrarono i colpi''. Cosi' il pm Massimo Astori ha accusato i coniugi Romano.

Una sessantina di persone si sono presentate davanti al palazzo di giustizia per accaparrarsi uno dei 60 biglietti disponibili per assistere al processo. Già dall’alba un nutrito gruppo di persone si è accalcato davanti al tribunale per garantirsi l’accesso all’aula di giustizia, anche se non si è registrata la folla di curiosi che ci si attendeva.

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"Li hanno trasformati in mostri e potrebbero anche non esserlo". Così Enzo Pacia, difensore dei coniugi Romano, ha parlato davanti alle telecamere. Quanto alle continue effusioni che i due coniugi si scambiano nelle cella dell'aula in cui si e' aperto oggi il processo il legale ha replicato: "si vogliono molto bene. Hanno anche loro sentimenti umani".

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