Faenza: allarme Rosso per tagli dei finanziamenti alle comunità montane

Faenza: allarme Rosso per tagli dei finanziamenti alle comunità montane

FOGNANO - Suona l'allarme rosso per le comunità montane regionali dopo l'incontro del 12 settembre scorso tenutosi a Bologna, presso la sede dell'UNCEM regionale, tra il presidente regionale Giovanni Battista Pasini, rappresentanti delle comunità montane dell'Emilia-Romagna, Cgil Cisl e Uil regionali e relative federazioni di categoria.

 

La relazione del presidente, infatti, ha introdotto il tema delle prospettive di tali enti a seguito dei tagli operati dalla Legge 133/2008 al fondo ordinario per le comunità montane ammontante a 30 milioni di euro a partire dal 1° gennaio 2009.

 

"Una situazione insostenibile - ha sottolineato al rientro il presidente della realtà faentina di via Saffi, Giorgio Sagrini - che mette in seria discussione la possibilità di chiudere i bilanci per il prossimo anno con conseguenze drammatiche nella gestione amministrativa del territorio. A questo - ha aggiunto - non dobbiamo dimenticare le implicazioni straordinariamente negative che si rifletterebbero sui livelli occupazionali dell'ente se il taglio, che per la nostra realtà sarebbe elevato passando dai 240mila euro di finanziamenti in essere nel 2007 ai 16mila messi a disposizione per l'anno prossimo". Con 16mila euro è veramente difficile prevedere la stesura di un bilancio per un ente che mantiene sotto controllo diverse attività strategiche per la crescita e lo sviluppo del territorio come forestazione, agricoltura, viabilità ma anche le decine e decine di servizi associati che vengono coordinati per i comuni di Brisighella, Casola Valsenio e Riolo Terme direttamente dalla sede fognanese.

 

"Per sensibilizzare questa preoccupante scelta governativa, ben lontana dalle continue rassicurazioni dell'esecutivo verso l'interesse a potenziare il federalismo, come presidente della Comunità montana-Unione dei comuni ho inviato una lettera di sollecitazione a tutte le personalità istituzionali presenti nel territorio, dal presidente della provincia al prefetto passando per consiglieri regionali, deputati e senatori locali rappresentanti del territorio in Parlamento".

 

Drastico è il commento dello stesso presidente regionale dell'Uncem, Giovanni Battista Pasini che dichiara come "questa riduzione, che si aggiunge  a quella già operata con la Finanziaria 2008, costringe di fatto le Comunità Montane a chiudere i battenti". Ed ancora "come è noto, le comunità montane, per svolgere le funzioni loro assegnate in materia di agricoltura, forestazione e difesa del suolo, vivono solo di finanza derivata, pertanto il venir meno di queste risorse non consentirà loro di predisporre i bilanci per il 2009 e bloccherà lo svolgimento di queste funzioni al servizio dei cittadini e delle imprese della montagna.

 

Risulta sempre più evidente che questo provvedimento non è stato fatto per contenere la spesa pubblica, ma per sopprimere di fatto le Comunità Montane, rendendo esecutiva nella forma più subdola una volontà politica più volte annunciata.  Se questo è l'obiettivo - continua - occorre che il Governo ed il Parlamento abbiano il coraggio politico di attuare questo disegno in modo esplicito, trasparente e responsabile attraverso una coerente riforma istituzionale, evitando di farlo in modo strisciante, lasciando nella più completa incertezza funzioni, servizi e personale. Infine, da una prima simulazione del riparto del fondo nazionale così ridotto spettante alle comunità montane della nostra regione, si stima un importo di circa 700 mila Euro.

 

Tutto ciò, oltre a pregiudicare la loro funzione, mette seriamente a rischio anche il futuro occupazionale del personale dipendente costituito nelle nostre Comunità Montane da 220 unità".

 

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Una critica è poi arrivata dai sindacati Cigl Cisl e Uil che hanno dichiarato come "questi tagli, aggiungendosi a quelli già operati con la finanziaria 2008, rendono praticamente impossibile la predisposizione del bilancio per il 2009, mettendo fortemente in discussione le funzioni oggi assegnate e svolte, i relativi livelli occupazionali, e gettando una pesante ipoteca sullo sviluppo e la crescita del territorio montano".

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