Faenza, apertura domenicale dei negozi. L'assessore Savorani: ''Un opportunità per tutti''

Faenza, apertura domenicale dei negozi. L'assessore Savorani: ''Un opportunità per tutti''

Faenza, apertura domenicale dei negozi. L'assessore Savorani: ''Un opportunità per tutti''

FAENZA - Lunedì, tra gli altri punti, il Consiglio comunale ha affrontato anche il tema dell'eventuale apertura domenicale dei negozi, alla luce della delibera "Faenza Città d'arte. Indirizzi in materia di orari di apertura e chiusura degli esercizi di vendita", approvata dal Consiglio comunale con i voti favorevoli dei partiti di maggioranza (Pd, Insieme per Cambiare, IdV) e quelli contrari dell'opposizione (Pdl, Lega Nord, la Tua Faenza-Udc, Fatti sentire).

 

La delibera attesta che a Faenza, riconosciuta dalla Regione quale città d'arte, "gli esercenti possono determinare liberamente gli orari di apertura e chiusura e derogare all'obbligo della chiusura festiva domenicale e infrasettimanale." "In secondo luogo, "in questa logica non sussistono più gli elementi per considerare ai fini dell'affluenza turistica solo un periodo invernale ristretto, ma la funzione attrattiva di una città d'arte come Faenza si dispiega per l'intero periodo annuale."

 

"Il provvedimento - afferma Germano Savorani, assessore comunale alle Attività economiche - va preso come una grande opportunità per tutti, perché in un mondo che cambia rapidamente come quello in cui stiamo vivendo, ritengo che anche un settore di vitale importanza qual è il commercio debba tenerne conto. In realtà, la delibera non afferma di per sé che i negozi debbano obbligatoriamente aprire la domenica: essa mette però il sindaco nelle condizioni di effettuare la direttiva, affinché tale opportunità sia resa praticabile."

 

"L'Amministrazione comunale non ha fretta di dare attuazione agli indirizzi espressi in delibera. In tal senso, come è nostro costume - conclude Savorani -, prima di emettere la direttiva intendiamo avviare un ampio confronto con le parti sociali interessate. Non solo le organizzazioni del commercio, quali Ascom e Confesercenti, ma anche quelle sindacali, come Cgil, Cisl e Uil, che rappresentano i dipendenti, e quelle dei consumatori, ma senza dimenticare le associazioni dei comparti produttivi."

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