FAENZA - Biblioteca, appuntamento con le ''Torricelliane 2008''

FAENZA - Biblioteca, appuntamento con le ''Torricelliane 2008''

FAENZA - Ultimo appuntamento, mercoledì 19 marzo, alle ore 17.30, presso la sala Dante della Biblioteca comunale manfrediana (via Manfredi, 14), con il ciclo di conferenze programmate a Faenza nell’ambito degli eventi in calendario per le “Torricelliane 2008”. Tutti gli eventi sono promossi dall’assessorato alla Cultura del Comune di Faenza, dalla Biblioteca manfrediana e dalla Pinacoteca comunale.


Nel corso della conferenza di mercoledì sarà presentato il libro “L’Esposizione Torricelliana del 1908” (Casanova editore). All’incontro interverrà l’autrice del volume, Serena Scardovi.

Serena Scardovi si è laureata nel 2004 in Conservazione dei Beni culturali presso l’Università degli studi di Bologna, con il professor Roberto Balzani, discutendo una tesi sui novant’anni dell’Esposizione Torricelliana di Faenza.


Per l’occasione, mercoledì alla sala Dante sarà inoltre possibile acquistare il libro di Serena Scardovi a prezzo scontato.

Il volume, oltre a una rielaborazione della sua tesi, contiene una bibliografia completa dell’Esposizione Torricelliana e un saggio di Roberto Balzani sulle esposizioni in Romagna.


La presentazione del volume è stata curata dalla direttrice della Biblioteca comunale manfrediana Anna Rosa Gentilini e dal direttore della Pinacoteca comunale di Faenza Claudio Casadio. Il libro contiene inoltre delle fotografie inedite dell’epoca, provenienti dalla collezione privata della professoressa Paola Roi e dalla raccolta della Fototeca comunale.


L’idea di ricordare il terzo anniversario della nascita di Evangelista Torricelli (1608-1647) con un’esposizione di prodotti dell’arte e del lavoro faentino, fu avanza nel 1903 dai membri della Società del Risveglio Cittadino, un sodalizio che riuniva le personalità più in vista della città di Faenza.


Poi, nel giugno del 1907, il sindaco di Faenza Gallo Marcucci affidò l’incarico di organizzare la manifestazione a un comitato esecutivo presieduto dal conte Carlo Cavina.

L’esposizione, inaugurata il 15 agosto del 1908, fu allestita dall’architetto milanese Orsino Bongi in padiglioni in legno nell’area a est del viale della Stazione, dall’inizio fino a via Campidori, inglobando nell’area espositiva l’Ebanisteria Casalini e l’ex convento di San Maglorio.


L’esposizione si articolava in diverse sezioni: una mostra con scritti e cimeli del grande fisico, integrata da un settore moderno con strumenti di fisica terrestre e meteorologia; una mostra di ceramiche con opere di artisti e fabbriche di tutta Europa; una di fotografie e una di macchine agrarie. Completavano l’esposizione la mostra del ferro battuto, dell’ebanisteria e il padiglione dei lavori femminili.


Nei locali dell’ex convento di San Maglorio venne allestita la Mostra biennale romagnola d’Arte, ampliata successivamente con due sezioni, una nazionale e l’altra internazionale.

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Sarà proprio in quei locali che, alla chiusura dell’esposizione, nascerà l’attuale Museo internazionale delle ceramiche, grazie all’instancabile opera di Gaetano Ballardini che riuscì a ottenere la donazione di molte delle ceramiche esposte.


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