Faenza, chiude lo stabilimento Omsa. Trasloco in Serbia

Faenza, chiude lo stabilimento Omsa. Trasloco in Serbia

Faenza, chiude lo stabilimento Omsa. Trasloco in Serbia

FAENZA - Chiude lo stabilimento Omsa di Faenza. I 350 dipendenti saranno costretti a mantenersi con la cassa integrazione, dato che la Golden Lady Company, il gruppo proprietario del prestigioso marchio calzaturiero, ha deciso di spostare lo stabilimento in Serbia. A quanto pare i dirigenti aziendali nei giorni scorsi hanno formalizzato un accordo con il ministro dell'Economia e lo sviluppo regionale serbo Mladjan Dinkic per l'apertura di uno stabilimento in loco.

 

Secondo quanto è stato comunicato, nell'ipotizzato stabilimento Golden Lady, il terzo in Serbia, potrebbero trovare occupazione fino a duemila addetti. L'accordo è stato raggiunto anche alla presenza anche del sindaco di Loznica, Vidoje Petrovic. Il ministro Mladjan Dinkic ha assicurato che la Golden Lady beneficerà dei "maggiori incentivi mai dati a questo tipo di investimenti fino ad oggi".

 

Samuela Meci, della Filctem-Cgil faentina, ha spiegato di aver appreso dell'accordo dalla stampa, dicendosi indignata in quanto "a questo imprenditore (Nerino Grassi, ndr) è stato permesso di chiudere un'azienda italiana di 350 persone senza che nessuno, soprattutto il Ministero, abbia posto dei vincoli e fatto richieste a tutela della forza lavoro in Italia". La Cgil punta il dito contro le istituzioni locali e la Regione che, secondo il sindacalista Idilio Galeotti, "avrebbero dovuto puntare i piedi".

 

«La decisione della proprietà della Golden Lady Company di chiudere lo stabilimento Omsa di Faenza per delocalizzare la produzione in Serbia, ancorché non nuova, è molto grave. La Regione, fin da quando si sono diffuse le voci relative alla volontà della proprietà di chiudere lo stabilimento di Faenza, si è attivata con ogni mezzo a disposizione per provare a fare subentrare altre imprese ma soprattutto per garantire la cassa integrazione e la ricollocazione dei lavoratori». Questo è quanto dichiarato dall'assessore regionale alle Attività produttive Gian Carlo Muzzarelli in merito alla situazione in cui si trova lo stabilimento Omsa di Faenza.

 

Aggiungendo che: «ferma restando la libertà imprenditoriale, consideriamo errata la decisione di chi vuole produrre la dove i lavoratori hanno meno tutele, perché si indebolisce l'intero sistema, ed anche la qualità e il prestigio dei marchi. Paghiamo, purtroppo, non solo il dumping sociale e le politiche di sostegno che altri Stati fanno alle imprese ma anche e soprattutto l'assoluta mancanza di una politica industriale del Governo, incapace persino di esprimere un ministro dello Sviluppo economico e che ha negato di continuo la crisi sostenendo che stiamo meglio di altri Paesi».

 

Commenti (4)

  • Avatar anonimo di Elena Zaccheroni
    Elena Zaccheroni

    Ho appreso con grande dispiacere la notizia. Penso che lo Stato italiano dovrebbe creare pesanti impedimenti agli imprenditori che vogliono delocalizzare. Non si deve essere liberi di giocare così sul futuro lavorativo delle persone solo per desiderio di maggiori guadagni. Sono d'accordo con Dottorzivago: come consumatori facciamo sentire il nostro disappunto verso determinate scelte e al contrarioil nostro sostegno alle aziende italiane che mantengono i loro stabilimenti in Italia.

  • Avatar anonimo di Marc
    Marc

    Visto che non si tratta ne di un'azienda in crisi "personale", ne di un'azienda che come tante altre deve subire in maniera particolare la crisi mondiale e che invece decide liberamente di trasferire altrove la propria produzione, lo stato o la regione dovrebbero incentivare pesantemente la presenza a Faenza di un concorrente dell'azienda che scappa.....

  • Avatar anonimo di dottorzivago
    dottorzivago

    ti quoto rob. La Golden Lady investe molto in pubblicità, questa cosa - di trasferire la produzione in serbia - non deve passare sotto silenzio. Che se le vendessero in serbia, le loro calze. In Italia i consumatori, anche grazie a campagne di sensibilizzazione, dovrebbero indirizzare il loro denaro verso le aziende che producono nel nostro Paese. Vale per l'OMSA e vale per la FIAT.

  • Avatar anonimo di rob
    rob

    Penso che anche le aziende hanno una responsabilità sociale e collettiva e bisognerebbe finirla con lo stato collettore delle perdite mentre le imprese private sono solo le destinatarie degli utili. Ora tra il dire ed il fare c'è di mezzo il mare ma lo stato deve, attraverso un composito di politiche fiscali, incentivi, sostenere le aziende e l'innovazione e fare pagare chi si comporta in tale modo. Oltretutto sarebbe anche bello che i consumatori incominciassero, dal loro punto di vista, a comprare prodotti di aziende che svolgono appunto una politica sociale e non chi, come la omsa prende e scappa.

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