Faenza, elezioni. Pagani (Pd): "Il candidato alle primarie lo decidono gli organi dirigenti"

Faenza, elezioni. Pagani (Pd): "Il candidato alle primarie lo decidono gli organi dirigenti"

FAENZA - "Nel Partito Democratico le decisioni si prendono all'interno degli organismi dirigenti ed in nessun altro luogo. Non tutti i partiti usano questa prassi, ma da noi le cose funzionano così. Chi non ci si è ancora abituato, dovrà farlo". Alberto Pagani, segretario provinciale del Partito democratico di Ravenna, interviene così sul dibattito apertosi in vista delle elezioni amministrative a Faenza sul nome del candidato sindaco che dovrà correre per sostituire l'attuale primo cittadino, Claudio Casadio.

 

"Per questo la scelta del candidato alle primarie per il sindaco di Faenza - dice Pagani -, e delle modalità con le quali si dovranno svolgere queste primarie, avviene all'interno della Direzione comunale faentina. In questo senso abbiamo convocato la direzione del partito per sabato 26 settembre".

 

"E' una convocazione tardiva, avremmo potuto convocarla qualche giorno fa ma gli impegni del gruppo dirigente alla festa del PD da un lato - spiega Pagani -, e la richiesta di alcuni dirigenti del partito di prendere ancora tempo per meglio riflettere sulla situazione dall'altro, mi hanno portato a chiedere al segretario Luca De Tollis di posticiparla. A questo punto credo non si possa più assecondare le richieste di chi vorrebbe posticipare la decisione sul candidato al termine del dibattito congressuale del PD, quindi alla fine di ottobre".

 

"E' necessario rendere conto alla direzione del partito dell'esito delle consultazioni per decidere insieme come procedere - ribadisce Pagani -. Abbiamo coinvolto oltre 200 persone, rappresentanti della comunità democratica locale, ma anche delle diverse realtà produttive e sindacali. Essendo Luca De Tollis uno dei nomi più citati dai consultati, ed essendo quindi un potenziale candidato, gli ho chiesto di sospendere la sua attività in merito al lavoro sulle amministrative, fino a che la situazione non sia definita, per ragioni di chiarezza e trasparenza".

 

"Per questo con De Tollis ho concordato che sarò io a rendere conto alla direzione dell'esito dell'ampia consultazione che in questi mesi il nostro partito ha svolto sul territorio - spiega ancora Pagani -, e che se saranno necessari ulteriori consultazioni o approfondimenti prima di giungere ad una decisione non potrà comunque essere il segretario comunale a farli. Lo statuto del nostro partito prevede che il candidato a sindaco sia scelto con elezioni primarie, aperte a tutti gli elettori del centrosinistra, e così sarà anche per Faenza".

 

"A differenza di quanto accadrà nel campo dei nostri avversari il nostro candidato non sarà individuato e scelto da quattro dirigenti - ribadisce Pagani -, ma dalle migliaia di cittadini che parteciperanno alle elezioni primarie. Ovviamente il lavoro fatto fino a qui servirà alla direzione per individuare una candidatura adeguata da lanciare alle primarie, che possa correre al pari degli altri nella sfida consultiva".

 

"In questi mesi, va da sè, si sono realizzati a Faenza tanti incontri legati alla scadenza delle elezioni amministrative, questo è normale in un partito diffuso, radicato e presente nelle diverse realtà della città - prosegue il numero uno del Pd ravennate -. Ciò nonostante in questi incontri non si possono  e non si devono decidere nè gli assessori, nè le diverse cariche amministrative. Io non partecipo ad alcun incontro che abbia lo scopo di preordinare gli assessorati perchè questo compito, come è noto, è nelle mani del sindaco eletto, che in base all'esito elettorale del prossimo marzo dovrà costruire una giunta che rappresenti adeguatamente le forze della sua coalizione".

 

"Se vinceremo le elezioni, come crediamo, il nostro sindaco avrà la responsabilità di scegliere una giunta, formata da uomini e donne, e combinare con equilibrio rappresentatività e competenza, rinnovamento e continuità - conclude Pagani -.  Per questa ragione, per quanto mi riguarda, qualsiasi ipotesi costruita a tavolino, a casa di chiunque, è un esercizio astratto ed inutile".

 

"Qualsiasi candidato vinca alle primarie sarà il mio candidato e di tutto il partito - assicura il segretario -, e con lui, ne sono sicuro, costruiremo una grande campagna elettorale e un progetto autorevole e lungimirante del governo della città".

Commenti (1)

  • Avatar anonimo di L'uomo qualunque
    L'uomo qualunque

    Ma se le primarie servono solo a poter votare i candidati già prescelti ed individuati dal partito, di fatto dov'è tutta questa libertà? Certo i candidati degli altri partiti sono emanazione della scelta di "quattro dirigenti" (o magari c'è uno solo che decide) ma alla fin fine se si deve comunque votare, alle primarie, per chi è stato prescelto da voi cosa cambia, a parte il fatto di versare l'obolo per l'esercizio di (teorica) espressione democratica? Perchè un operaio, o un pensionato, ovviamente di area PD, non potrebbero candidarsi a Sindaco di Faenza e presentarsi liberamente alle vostre primarie? Perchè Beppe Grillo (che personalmente non stimo troppo) si è visto rifiutare una tessera che altrimenti credo si conceda con molta facilità e senza tante difficoltà? Mah, comincio ad invecchiare e non capisco più come funziona il mondo mi verrebbe da dire, citando Paolo Cevoli, "fatti e non pu............"

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