Faenza: futurismo "coi baffi" al Museo delle Ceramiche

Faenza: futurismo "coi baffi" al Museo delle Ceramiche

FAENZA - L'ultimo appuntamento del calendario autunnale delle visite guidate della Pro Loco, programmato sabato 12 dicembre prossimo, accompagnerà i visitatori al Museo internazionale delle ceramiche di Faenza per ammirare la mostra "Futurismo coi baffi".

 

Con questa esposizione il Mic di Faenza partecipa alle celebrazioni del centenario del Futurismo. Per quanto parziale e quantitativamente limitata - meno di 50 pezzi - la mostra è però in grado di ricreare il clima artistico del movimento.

 

Sono esposte in primis ceramiche, dello stesso Mic e da prestiti di privati, ma anche dipinti, disegni, bozzetti e spolveri, pubblicazioni d'epoca, documenti e fotografie.

 

Un'attenzione particolare è rivolta a Riccardo Gatti (dalla sua firma consistente in un baffuto felino, viene il titolo della rassegna), l'artista che più di ogni altro contribuì all'«invenzione» della ceramica futurista faentina ospitando nel 1928 Filippo Tommaso Marinetti.

 

Era il 1928 e correva quindi quell'epoca - il cosiddetto «secondo futurismo» - in cui il movimento aveva perso l'impulso rivoluzionario degli esordi per configurarsi ormai come arte «di regime». Il Futurismo tuttavia era sbarcato in città già nel 1914 con i dipinti del diciassettenne Giannetto Malmerendi, che in una serata futurista bolognese aveva conosciuto Marinetti, Boccioni, Carrà e Balilla Pratella. Il 5 gennaio del 1915 Malmerendi tagliò il nastro della sua prima mostra personale - e prima manifestazione futurista faentina - presso l'Albergo Corona, con dipinti tra il quali il celebre Moto+luce+rumore, presente in mostra assieme ad altri dello stesso periodo e a due (Fiori futuristi e Calle futuriste) del 1912-13, eseguiti da Roberto Sella, lughese per nascita ma faentino d'adozione.

 

Oltre a Gatti (con ben dodici opere), a Malmerendi e a Sella, nella mostra ospitata al Museo internazionale delle ceramiche sono esposte opere dell'imolese Mario Guido dal Monte, del grande Giacomo Balla (entrambi operanti a Faenza) e di due artisti stravaganti come Dottori e Fabbri che lavorarono nella bottega di Mario Ortolani.

 

Il ritrovo per i partecipanti alla visita guidata di sabato prossimo è alle ore 15 all'ingresso del Mic (viale Baccarini, 19). Informazioni e prenotazioni presso la Pro Loco Faenza (Voltone Molinella 2; tel/fax 0546.25231 - e-mail: info@prolocofaenza.it)

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