Faenza, il Pd: "Non serve una commissione d'indagine su Terre Naldi"

Faenza, il Pd: "Non serve una commissione d'indagine su Terre Naldi"

FAENZA - "Il Partito Democratico di Faenza non sente la necessità di istituire una commissione di indagine speciale sulla gestione di Terre Naldi, fondamentalmente per un motivo semplice: un'analisi in merito è già in corso", lo dice il Consigliere PD Roberto Damiani. Nel Consiglio Comunale del 25 ottobre, il Sindaco ha illustrato le prime risultanze di questa analisi, assumendosi anche l'impegno di approfondire ulteriormente gli aspetti più complessi che hanno portato alle perdite di bilancio, avvalendosi anche di tecnici esterni, come agronomi, che possono apportare professionalità non presenti in organico e garantire così lo svolgimento dell'indagine nel miglior  modo possibile.

 

Sempre Damiani: "Precedentemente, nella Commissione consiliare II del 21 ottobre, erano presenti gli amministratori di Terre Naldi: tutti i consiglieri hanno avuto modo di chiedere direttamente a loro qualsiasi approfondimento ritenessero opportuno. Gli uffici del Comune hanno messo a disposizione tutta la documentazione in loro possesso, come sempre in modo professionale e tempestivo. Alla luce di tutto questo, non vediamo cosa possa aggiungere al percorso già in atto una Commissione speciale, perché il Sindaco ha già impostato l'approfondimento sui binari del rigore e della trasparenza e noi ci sentiamo garantiti che il procedimento verrà portato avanti in questo modo".

 

"Sarebbe più interessante se dalle minoranze arrivassero contributi e proposte sul futuro di Terre Naldi, invece che parlarne solo e sempre in relazione alle sue recenti perdite di bilancio. La questione del bilancio di Terre Naldi è tutt'altro che trascurabile, infatti assieme all'avvio di un analisi sulle perdite degli ultimi esercizi, il Sindaco ha illustrato anche il bilancio di previsione per il triennio 2010-2012, da cui è evidente il ripensamento in corso sulla sua struttura e sulle modalità di gestione".

 

"Ed è su questo, a nostro avviso, che come Consiglio comunale abbiamo tutti la responsabilità di essere parte attiva, confrontandoci su come valorizzare il ruolo fondamentale che la ricerca che si svolge a Tebano ha per il sostegno e lo sviluppo della nostra agricoltura e per la qualificazione della didattica, ricercando sinergie con il territorio, pensando ad una diversa organizzazione delle realtà presenti nel Polo.Questo perché il patrimonio di risorse, competenze e conoscenze presenti nel Polo di Tebano, compreso il corso di laurea di viticultura ed enologia, possano essere un'eccellenza per la città di Faenza ed un punto di riferimento per l'agricoltura faentina, in particolare per il settore vitivinicolo".

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